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Salute

Se quest'estate te la stai sudando…

di Redazione · agosto 2011

Se quest'estate te la stai sudando…

Sudare, per quanto possa essere fastidioso e, sotto certi versi, antiestetico, è, però, un fondamentale meccanismo di autoregolazione corporea, finalizzato ad evitare un eccessivo surriscaldamento dell'organismo. Ciò è vero, in particolare, nei mesi estivi, quando le temperature ambientali superano di gran lunga il nostro optimum fisiologico. C'è però il rovescio della medaglia. La sudorazione comporta la perdite di liquidi corporei e sali minerali che, se non adeguatamente compensate, possono, in alcuni casi, minare il benessere del nostro organismo.

In cosa consistono le perdite dovute al sudore e quali sono i rischi relativi? Il sudore determina al livello del nostro corpo la perdita di: • Acqua: È la componente più chiaramente visibile del sudore. È un costituente fondamentale del nostro organismo. Per tale motivo la sua quantità nel nostro corpo non deve mai scendere al di sotto di una certa soglia per non incorrere nel rischio di disidratazione. I primi sintomi di questo insidioso processo, ovvero forte sete, urine molto ridotte, spossatezza, irritazione, aggressività, iniziano a comparire per perdite di liquidi pari al 5- 6% del proprio peso corporeo. Perdite ulteriori oltre a incrementare il malessere fisico predispongono al pericolo del colpo di calore; • Sodio e cloro: Rappresentano i minerali maggiormente persi. Per volumi di sudore di 1-2 litri, il loro deficit è trascurabile, mentre, per sudorazioni profuse, che si verificano per lo più negli atleti, possono verificarsi i classici sintomi dell' iponatriemia (carenza di sodio nel sangue) cioè, crampi, debolezza, capogiri; • Magnesio e potassio: A breve termine le loro perdite con il sudore sono trascurabili. Solo in soggetti esposti a sudorazioni quotidiane per lunghi periodi (ad es. atleti), possono, nel tempo, verificarsi impoverimenti del patrimonio di potassio e magnesio del corpo, se non opportunamente integrati con la dieta.

Come reintegrare liquidi e sali persi con il sudore È d'obbligo precisare, anche per evitare eccessivi allarmismi, che nella maggioranza della popolazione, che svolge attività fisiche che non richiedono grandi sforzi muscolari e che non vanno incontro, quindi, a sudorazioni abbondanti, che la disidratazione e l'iponatriemia sono rischi abbastanza remoti. È sufficiente la precauzione di bere costantemente nell'arco della giornata e di integrare nella dieta frutta e ortaggi, per assicurarsi il reintegro dell'acqua e dei minerali persi con il sudore. È da notare, inoltre, che quelle appena esposte sono regole che dopotutto andrebbero seguite abitualmente nella propria alimentazione. Le categorie di popolazioni che sono invece esposte ad un maggior rischio di disidratazione sono: • Anziani: Con l'avanzare dell'età si assiste, per quanto riguarda il bilancio dell'acqua corporea, ad un'alterazione dei meccanismi di regolazione omeostatica e del senso della sete. Per tali ragioni gli anziani sono una popolazione a rischio disidratazione nel corso dei mesi estivi; • Bambini: I bambini, soprattutto molto piccoli, tendono sia a non essere in grado ancora di riconoscere prontamente lo stimolo della sete sia a presentare un atteggiamento "svogliato" nei confronti di tutto ciò che possa allontanarli dai loro giochi. Per tale motivo, gli adulti devono prestare particolare attenzione all'idratazione dei propri piccoli; • Atleti e sportivi in genere: (vedi box nell'articolo).

Lo sportivo e l'idratazione Molte persone, per esigenze agonistiche e non, hanno la necessità di praticare attività sportiva anche nel periodo estivo e, talvolta, anche in orari proibitivi. In tali condizioni la disidratazione può diventare un rischio concreto. È d'obbligo, pertanto, un' integrazione mirata a ripristinare da una parte l'acqua persa, dall'altra i minerali critici (soprattutto sodio e cloro). Esistono in commercio diverse bevande appositamente studiate per tale esigenza. Esse oltre a provvedere al ripristino dei minerali persi con la sudorazione hanno, in realtà, anche una funzione energetica poiché devono fornire una fonte di glucosio. Ciò ha la finalità, oltre di fornire energia nell'immediato, anche di preservare il più possibile le scorte di glicogeno muscolare, elemento critico nell'insorgenza dell' affaticamento. Tali bevande, oltre ad essere assunte nel corso dell'attività fisica, vanno sorseggiate anche due ore prima l'inizio della seduta di allenamento, senza però eccederne nella quantità per consentire l'assimilazione completa. Nelle ore successive all'allenamento, si consiglia di assimilare una quota di acqua pari al 150 % della variazione del peso corporeo prodotta dalla pratica sportiva (prima e dopo l'allenamento).