Luglio 2026 · Anno XXIIIIl mensile gratuito della Penisola Sorrentina
Salute

Gli oli vegetali consigliati per la loro leggerezza sono veramente meno grassi? In tal caso, dovremmo preferirli all'olio di oliva?

di Redazione · settembre 2013

Gli oli vegetali consigliati per la loro leggerezza sono veramente meno grassi? In tal caso, dovremmo preferirli all'olio di oliva?

È bene, a priori, chiarire un concetto al fine di evitare equivoci: gli oli vegetali sono estratti dai semi o dai frutti di alcune piante e includono, per definizione, anche l'olio di oliva. Tra i più noti e utilizzati ricordiamo gli oli di arachidi, girasole, germe di grano, semi di soia, semi di lino. Un celebre olio molto pubblicizzato in TV, infatti, non è altro che olio di mais!

Il termine leggerezza associato dall'immaginario comune a questi prodotti non è tanto riferito al contenuto calorico: ci troviamo sempre di fronte ad una miscela di trigliceridi, ovvero di grassi, quindi in contenuto calorico medio è più o meno equivalente. In realtà essi vengono consigliati per il loro maggior contenuto in acidi grassi polinsaturi, la cui azione protettiva nei confronti della malattie cardiovascolari è ben nota in letteratura scientifica.

L'olio di oliva, invece, ha un elevato contenuto in acidi grassi monoinsaturi. La moderna nutrizione, indica che questi ultimi devono rappresentare la maggior quota di grassi introdotti con l'alimentazione. Per tale motivo l'olio di oliva (preferenzialmente del tipo extravergine) deve costituire il principale grasso di condimento della nostra dieta.

È bene, tuttavia, sottolineare che anche l'apporto di acidi grassi polinsaturi è spesso insufficiente nell'alimentazione moderna e in tal caso gli oli vegetali, diversi dall'olio di oliva, assunti in piccole quantità (circa 2 cucchiaini al giorno) e rigorosamente a crudo possono colmare tale lacuna. Quale olio, dunque, scegliere come integrazione all'olio extravergine di oliva?

Tra gli acidi grassi polinsaturi, 2 gruppi sono particolarmente importanti: gli omega 3 (Ω-3) e gli omega 6 (Ω-6). Senza dilungarsi eccessivamente sul differente effetto che hanno sull'organismo, bisogna considerare che mentre è abbastanza facile trovare altre fonti vegetali di Ω-6 (ad esempio la frutta secca), risulta più difficile assumere gli Ω-3. La loro forte principale è il grasso dei pesci azzurri. Tuttavia molte persone trovano difficoltà a consumare questo prodotto, sia per ragioni di gusto personale sia per difficoltà digestive. Inoltre, il loro utilizzo è sconsigliato nelle donne in gravidanza.

Un olio vegetale che potrebbe essere particolarmente utile a integrare acidi grassi Ω-3, dovrebbe, dunque, apportate più questi ultimi rispetto agli Ω-6. Un olio che rispecchia tali caratteristiche è l'olio di semi di lino. Aggiunto alle pietanze a crudo può rappresentare un ottimo integratore naturale.

dott.ssa Emma Ruocco emmaruocco@libero.it