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Salute

Vene varicose: cosa sono e perché si manifestano

di Redazione · novembre 2013

Vene varicose: cosa sono e perché si manifestano

Le vene varicose sono la manifestazione di un'insufficienza venosa periferica. Si tratta di un disturbo che causa la perdita di tono della parete venosa, con rigonfiamento e andamento tortuoso delle stesse vene. Le vene varicose risultano visibili attraverso la pelle per via del volume dilatato e del colore bluastro. Si manifestano soprattutto nelle gambe e in particolare a livello delle vene safene, le due grandi vene che percorrono la gamba e la coscia.

Le vene riportano il sangue dalla periferia al cuore. Al di sotto della zona cardiaca, specialmente dagli arti inferiori, il sangue deve risalire in senso opposto alla gravità e lo fa servendosi della muscolatura e grazie alla presenza all'interno delle vene di valvole che impediscono il reflusso in direzione contraria. Può succedere che le valvole non svolgano il proprio dovere accuratamente o non siano del tutto presenti. A questo punto si formano dei grossi ristagni di sangue che tendono a dilatare la vena. Le vene varicose possono essere genetiche su base ereditaria oppure comparire in seguito ad uno stile di vita errato.

FATTORI SCATENANTI

Obesità: a causa della pressione addominale e il conseguente carico di lavoro per le valvole.

Eccessiva sedentarietà o l'abitudine a stare troppo tempo in piedi: entrambe favoriscono la stasi ematica facendo venire meno l'azione di pompaggio dei muscoli.

Alcol, caffeina e fumo: vengono indicati come fattore primario scatenante di insufficienza venosa periferica.

Stitichezza: intossicando il sangue porta alla sclerotizzazione delle vene.

Uso della pillola anticoncezionale: può facilitare la comparsa di questo problema.

Anche la gravidanza spesso porta con sé la comparsa di vene varicose, sia per l'aumento fisiologico del peso corporeo, sia come conseguenza dei cambiamenti ormonali che la accompagnano.

SINTOMI

Il primo sintomo è il senso di pesantezza alle gambe con sensazioni più o meno diffuse di calore e dolore, crampi notturni ed edemi alle caviglie, ritenzione idrica e prurito. Successivamente si possono manifestare le varici, tratti di vene che assumono andamento tortuoso che possono diventare dolorose. Quando il quadro di insufficienza venosa periferica diventa cronico possono comparire macchie scure e diffuse sulle gambe, spesso accompagnate da flebiti e tromboflebiti.

PREVENZIONE ALIMENTARE

La prevenzione si rivela l'alleato più affidabile contro l'insorgenza o le complicazioni dell'insufficienza venosa periferica. Di base un'alimentazione naturale ricca di verdura, frutta, legumi, cereali integrali insieme all'adozione di uno stile di vita salutare costituisce la migliore prevenzione dei problemi venosi. Alcuni alimenti sono particolarmente indicati per aumentare l'integrità delle pareti venose, in primo luogo le bacche ricche di flavonoidi: ciliegie, frutti di bosco, mirtilli neri, more, ribes nero. I frutti freschi ma anche i loro succhi spremuti a freddo (non i succhi di frutta industriali) risultano particolarmente utili sia per prevenire che per curare eventuali vene varicose già formate.

Altri alimenti altamente indicati sono quelli che alimentano la sintesi di fibrina, sostanza che regola la coagulazione, in carenza della quale aumenta il rischio di trombofebiti e di ulteriori complicazioni. Si tratta di: peperoncino, aglio, cipolla e zenzero. Tra i frutti è consigliato il consumo di ananas fresco. In presenza di problemi di circolazione occorre ridurre i consumi di solanacee (pomodoro, melanzana, peperone e patate) e dei grassi saturi di origine animale (carni rosse in particolare e latticini) a favore di semi oleosi e olii spremuti a freddo (extravergine di oliva, canapa e lino). Da contenere il consumo di zuccheri e farine raffinati.

ESERCIZIO FISICO E SUGGERIMENTI PRATICI

Camminare, andare in bicicletta, fare jogging sono attività che possono portare grande giovamento a problemi di stasi venosa: la contrazione dei muscoli del polpaccio favorisce a mobilitazione del sangue accumulato nel circolo; la stessa respirazione, profonda e accelerata al tempo stesso, facilita il ritorno del sangue al cuore grazie al movimento del diaframma. La reflessologia plantare del piede è molto indicata come disciplina complementare in presenza di problemi di circolazione venosa: dalla pianta del piede si stimolano le aree riflesse di organi e funzioni metaboliche andando a dinamizzare le situazioni di stasi e a drenare il gonfiore. Cicli di 4 sedute nell'arco di un mese, da ripetersi ogni 2-3 mesi, possono dare significativi benefici a chi soffre di vene varicose.

Anche l'idroterapia può essere utilizzata come disciplina complementare nel trattamento dei sintomi associati alla stasi venosa e alle vene varicose. Il suo effetto dovuto principalmente alla differenza tra temperatura dell'acqua e temperatura corporea. E consigliata durante la stagione calda, ovvero quando più sono presenti i sintomi. Le applicazioni devono essere tassativamente di acqua fredda, che, applicata frequentemente tramite pediluvi oppure sulle gambe con la doccia, favorisce la vasocostrizione e il ripristino della tonicità venosa. In questo modo diminuiscono i ristagni venosi e viene favorito il ritorno del sangue verso il centro del sistema circolatorio. Durante la giornata, specialmente se si ha la fortuna di trascorrere dei periodi di riposo vicino al mare, saranno molto indicate passeggiate nell'acqua lungo la riva, in questo caso si sommeranno i vantaggi del movimento e della differente temperatura dell'acqua.

Ci sono poi piccoli ma utilissimi accorgimenti da adottare: dormire con i piedi un po' sollevati, non mettere scarpe con tacchi troppo alti o troppo bassi, camminare con le gambe immerse nell'acqua fino al ginocchio, sgranchire spesso le gambe se si lavora da seduti o se si fanno lunghi viaggi, alzarsi spesso sulle punte se si lavora in piedi, evitare calze, pantaloni o gambaletti troppo stretti, evitare di prendere troppo sole al mare.