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Salute

Quando il bambino è mancino

di Redazione · novembre 2013

Quando il bambino è mancino

Vediamo più nel dettaglio che cosa vuol dire essere mancini, da cosa dipende e che cosa comporta.

Sia l'essere mancini, sia l'essere destrimani dipende dalla lateralizzazione, cioè dal prevalere di una parte del cervello sull'altra. Il cervello infatti è diviso in due metà, gli emisferi, che agiscono in maniera incrociata: l'emisfero destro controlla la parte sinistra del corpo, quello sinistro la destra. I due emisferi non funzionano esattamente nello steso modo: quello di sinistra controlla il linguaggio e il pensiero logico e analitico, quello di destra invece le emozioni, la creatività, la percezione dello spazio, l'immaginazione e la capacità di cogliere la realtà nel suo insieme, anziché scomporla nei diversi elementi. Naturalmente questo non significa che i destrimani sono tutti portati per la logica e la matematica e i mancini sono tutti degli artisti, ma si tratta solo di una predisposizione a guardare le cose in un modo o nell'altro…

Le cause del mancinismo non sono state ancora del tutto chiarite, ma pare certa la sua ereditarietà. Nel mondo, i mancini rappresentano il 10-11% della popolazione, mentre gli ambidestri sono circa il 4%. Esistono però diversi gradi di mancinismo: ci sono mancini che usano di preferenza sia la mano che il piede e l'occhio sinistro e persone che usano invece la destra e la sinistra a seconda delle funzioni (per esempio, il piede destro per calciare e la mano sinistra per scrivere).

Quando si manifesta?

Nei bambini di pochi mesi non c'è ancora una specializzazione tra l'uso del lato destro e del lato sinistro. È solo più tardi, intorno ai tre anni, che si conclude il processo evolutivo che li porta a una lateralizzazione evidente; solo allora emerge quindi chiaramente la specializzazione di uno dei due emisferi e si può dire se un bimbo è mancino o destrimane.

Bisogna correggerlo?

Non bisogna mai forzare i bambini a usare una parte del corpo invece dell'altra, neanche nei primi mesi. È sbagliato, per esempio, porgere loro un oggetto sempre dal lato destro, come si faceva un tempo, per indurli all'uso di quella mano. Anzi, finché la lateralizzazione non è completa sarebbe bene mettere sempre giochi e oggetti davanti a lui (o a lei) in posizione centrale, in modo che sia libero di scegliere la mano da usare per afferrarli. A maggior ragione, il bambino non andrà assolutamente corretto neanche nel suo percorso scolastico come invece avveniva in passato, perché c'è il rischio di creargli una pericolosa confusione. Viceversa, il bambino mancino andrà aiutato a trovare quei piccoli accorgimenti che gli permettono di cavarsela in un mondo di destrimani che hanno costruito tanti attrezzi su misura per loro: basta pensare alle forbici, agli apriscatole, ai coltelli…

Può causare dei problemi a scuola?

Assolutamente no: i mancini hanno un percorso scolastico esattamente paragonabile a quello dei destrimani. L'unica vera difficoltà è quella della scrittura, ed è una difficoltà meccanica: per scrivere da sinistra a destra, com'è nella nostra lingua, la mano rischia di sovrapporsi allo scritto e il braccio tende ad avvicinarsi al corpo. Nulla di insuperabile con un po' di esercizio. In genere, nello studio ai mancini risulta più semplice pensare per immagini, invece che per concetti: perciò tendono a usare la memoria visiva per apprendere un testo, e ricordano più facilmente l'insieme della pagina piuttosto che i singoli passaggi. Una caratteristica che può senz'altro diventare un vantaggio…