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Salute

Curarsi con la LIBROTERAPIA

di Redazione · dicembre 2013

Curarsi con la LIBROTERAPIA

Utilizzata da anni negli Stati Uniti e nel resto dell'Europa, è approdata qui in Italia da poco tempo, ma conta già diversi entusiasti seguaci. Si chiama libroterapia ed è l'ultima rivoluzionaria scoperta in fatto di benessere psico-fisico. Secondo molti studiosi infatti il libro va oltre il semplice piacere legato alla lettura, ma diventa velocemente "l'altro luogo" condiviso da paziente e terapeuta, una sorta di zona neutrale dove lavorare per il benessere della persona in cura. Numerosi studi hanno attestato la validità di questo trattamento sia in età adulta che in quella adolescenziale ed infantile, e i suoi benefici sono stati estesi a tutti i lettori, non solo ai pazienti in terapia psichiatrica, in quanto i libri forniscono continui spunti di riflessione e di confronto anche a livello quotidiano.

La libroterapia, o biblioterapia, è dunque quella pratica secondo cui, attraverso la lettura di un testo e la sua condivisione con un terapeuta specializzato (libroterapeuta) o con una serie di membri che partecipano all'esperienza, si da il via ad un vero e proprio percorso psicoterapico, finalizzato alla conoscenza di sé e ad un enpowerment personale.

Ogni testo pertanto va bene per iniziare questo tipo di percorso, dal romanzo alla biografia, dal racconto al libro di poesie, la scelta è ampissima in quanto non esiste un libro più adatto di un altro quando si tratta di ricavarne benessere. Qualche attenzione in più è riservata però a coloro che seguono una linea terapeutica, in tal caso infatti è l'esperto che sceglie il testo che meglio possa generare una riflessione nel paziente. Il terapeuta, tenendo conto della persona che ha davanti, della sua storia clinica e del suo vissuto, può garantire così la riuscita del suo lavoro senza il ricorso di farmaci o di altri rimedi invasivi.

Fu W.C. Menninger ad introdurre per la prima volta la libroterapia nel 1937 all'interno della clinica psichiatrica in cui operava: al tempo egli aveva inserito la lettura di vari romanzi nell'ambito del trattamento di alcuni pazienti affetti da disturbi psichici, per poi riscontrane i benefici e confermare la sua tesi nel trattato di psichiatria da lui successivamente redatto.