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Salute

Il cervello fa grandi pulizie durante il sonno

di Redazione · febbraio 2014

Il cervello fa grandi pulizie durante il sonno

È ormai assodato che dormire ha per noi un'importanza vitale, che influisca sul sistema immunitario e sul nostro metabolismo. Inoltre è anche risaputo che il sonno gioca un ruolo fondamentale nell'elaborazione di ciò che abbiamo esperito durante il giorno: le informazioni importanti vengono "ancorate" alla memoria, mentre quelle irrilevanti vengono cancellate. Per quanto importantissima, i soli benefici che esso comporta non sembrano sufficienti a compensare il rischio legato alla vulnerabilità in cui ci si trova dormendo, né a spiegare adeguatamente i gravissimi sintomi che si manifestano in chi viene privato a lungo del sonno.

Le ore di sonno: Il numero di ore di sonno necessarie per ciascuno di noi è variabile: c'è chi è vispo e arzillo dopo appena 4 ore di riposo, ma anche chi sta bene solo se dorme almeno 9 ore. Ci accorgiamo di dormire a sufficienza se poi, durante il giorno, «funzioniamo» bene; l'importante è che il sonno non sia frammentario, perché ogni volta che ci svegliamo dobbiamo ricominciare daccapo il "viaggio" nelle diverse fasi del sonno e inevitabilmente passiamo meno tempo nel sonno profondo e ristoratore.

Di recente un team di ricercatori della University of Rochester Medical Center è riuscito a trovare una nuova risposta al perché abbiamo bisogno di dormire dalle 6 alle 8 ore al giorno: nel sonno avverrebbe una "pulizia" del cervello. Mentre dormiamo, infatti, lavora a pieno ritmo il cosiddetto sistema glinfatico (da non confondere con il sistema linfatico), responsabile dello smaltimento dei prodotti di scarto del cervello. Tale sistema glinfatico lavora circa dieci volte più attivamente nel sonno che durante lo stato di veglia. Le tossine e i prodotti di scarto dell'attività cerebrale vengono per così dire "sciacquati via". Secondo il responsabile del team di ricerca, i risultati raggiunti da questo studio potranno avere vaste implicazioni per la cura di malattie neurologiche quali ad esempio l'Alzheimer o il morbo di Parkinson, la cui comparsa è legata a disturbi riguardanti lo smaltimento di determinate tossine.

Un'altra sorprendente scoperta fatta nel corso della ricerca è che durante il sonno il flusso del liquido cerebrospinale negli spazi interstiziali del cervello aumenta del 60 per cento, come se le sue cellule in qualche modo si "stringessero" per permettere un lavaggio più efficace del tessuto cerebrale.

Ma non solo: hanno appurato che questo meccanismo di smaltimento dei rifiuti è estremamente energivoro: il cervello ha a propria disposizione solo una quantità limitata di energia; e a quanto pare si trova costretto a scegliere tra due diversi stati funzionali: essere sveglio e cosciente, o addormentato e dedito alle pulizie. Ciò spiegherebbe anche perché questo processo avviene di notte, quando non stiamo processando attivamente informazioni: «Non puoi intrattenere gli ospiti e pulire casa contemporaneamente» spiegano i ricercatori.

Lo studio condotto sui topi (che hanno un sistema nervoso molto simile al nostro) con una particolare tecnica di analisi microscopica, ha evidenziato come, durante il sonno, il sistema glinfatico - il "netturbino" del cervello - pompi liquor (un fluido presente nel sistema nervoso centrale) nei tessuti cerebrali, lavandoli dalle proteine tossiche accumulate durante il giorno. Questi scarti vengono reimmessi nel sistema circolatorio e inviati, come il resto delle tossine del nostro corpo, al fegato per essere smaltiti.

Forse non sapevi… Mentre noi riposiamo un'"impresa di pulizie" si occupa di spazzare via le sostanze di scarto accumulate nei tessuti cerebrali: una protezione contro malattie come l'Alzheimer.