Innanzitutto, bisogna mettere in chiaro un concetto: non è detto che un'alimentazione che abbia come effetto quello di far ingrassare, sia realmente nutriente, per sé e per il bambino. Un' "alimentazione nutriente", nel senso tecnico del termine, è quella che fornisce al corpo le giuste quantità (né in difetto né in eccesso!) di tutti gli elementi di cui ha bisogno o, meglio, il giusto "mix" (usando un termine meno professionale) di nutrienti quali carboidrati, proteine, grassi, vitamine, minerali e molte altre classi di composti minori.
Senza annoiarla con valori numerici circa la quantità di kcal che dovrebbe introdurre quotidianamente una donna in dolce attesa, le fornisco giusto un dato: una ragazza in gravidanza che parte da una condizione di normopeso, calcolando la riduzione dell'attività fisica connessa al suo stato, dovrebbe introdurre in più al giorno rispetto allo stato non gravidico appena…150 Kcal! Controlli le etichette nutrizionali di alcuni prodotti confezionati e calcoli in che quantità di alimento sono contenute 150 Kcal: rimarrà molto sorpresa!
Questo esempio è giusto per spiegare che la caratteristica predominante della dieta di una donna in dolce attesa non è tanto la quantità ma, la qualità. In linea generale, sono gli alimenti semplici e naturali che assolvono a questo scopo. Legumi, verdure, frutta dovrebbero essere sempre presenti. Questi forniscono un buon apporto di micronutrienti (fondamentali per quanto concerne il discorso qualità dell'alimentazione) coniugato ad un alto potere saziante (elemento chiave per quelle donne che incontrano difficoltà a limitare l'acquisizione di peso in gravidanza). Un nutriente molto importante è rappresentato dalle proteine (forse il più rilevante nell'ambito dell'accrescimento fetale) che dovranno provenire prevalentemente da legumi, carni magre, pesce, uova, formaggi magri, latte e yogurt cercando nel contempo di limitare l'apporto di grassi.
Per rassicurarla, infine, sui rischi di una limitata acquisizione di peso durante la gravidanza, consultando la letteratura scientifica si evince che in linea generale aumenti molto limitati (sotto i 5 Kg in tutta la gravidanza) o, addirittura, perdite ponderali possono determinare un piccolo aumento di probabilità di avere un bimbo di peso minore. Altri dati sembrano addirittura mettere in evidenza che a meno che non si ci trovi in condizioni di malnutrizione, la perdita di peso corporeo durante la gravidanza non influenzi in alcun modo il peso del nascituro.
dott.ssa Emma Ruocco emmaruocco@libero.it




