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Salute

Come gestire il rapporto cibo – stress

di Redazione · marzo 2014

Come gestire il rapporto cibo – stress

Chi prepara cene abbondanti quando ha ospiti a casa. Per alcune persone invitare amici a cena significa mobilitarsi per preparare un menu soprafino e molto, troppo, abbondante. Ma perché tanta voglia di cucinare? Preparare qualcosa per gli altri rappresenta una bella forma di accudimento e ospitalità, ma farlo in maniera eccessiva - tanto da vivere con stress la fase della preparazione - significa che forse si è mossi dalla voglia di fare bella figura o dal bisogno di ricevere apprezzamento. In questi casi, bisogna iniziare a vedere le cene con gli amici come momenti da vivere con maggiore spontaneità. L'importante è godere della loro compagnia, perciò che ben vengano anche delle pizze ordinate al locale vicino casa!

Chi si lascia andare al ristorante. Il piacere di stare in buona compagnia può indurre a mangiare più del dovuto anche al ristorante, anche solo per non essere l'elemento per così dire dissonante. In questi casi, un piccolo modo per regolarsi può essere quello di ordinare per sé qualche piatto più leggero o, perlomeno, non eccessivamente sostanzioso. Perché se si prevede di mangiare più del solito - e in genere al ristorante è così, perché è facile ordinare diverse portate - allora può essere utile compensare il numero in più di pietanze con la loro qualità. Un secondo consiglio è quello di lavorare d'anticipo sull'appetito e cercare di tenerlo a bada mangiucchiando qualcosa prima di arrivare al ristorante.

Chi mangia di meno o di più a causa dell'umore. A volte capita anche di mangiare di più sull'onda dell'entusiasmo o di saltare un pasto perché lo stomaco sembra "chiuso" per colpa del nervosismo. In questi casi il consiglio è quello di provare a smaltire quelle sensazioni che possono indurci a mangiare troppo o, viceversa, a mangiare poco o digiunare, in maniera da arrivare a tavola con un mood più "equilibrato". In sostanza, rendersi il tempo e distrarsi, per esempio leggendo un libro, chiamando un amico, portando a spasso il cane o, anche, cucinando qualcosa di gustoso ma al tempo stesso leggero: ricordiamoci infatti che anche preparare da mangiare può sortire un effetto rilassante.

Chi pilucca per piacere (o abitudine). Guardare la propria serie tv preferita e, al tempo stesso, aver voglia di suggellare il bel momento gustando qualcosa di ghiotto: sì, anche questa è un'attitudine alimentare ispirata dal proprio stato d'animo e vale la pena di "maneggiarla" con cura. Al di là dell'ovvio invito a dirottare la scelta su alimenti sani e light (tipo una carota o un gambo di sedano), posso suggerire a chi ha scelto di concedersi qualcosa di goloso di fissare in anticipo la quantità da gustare. Vogliamo le patatine? Ok, ma magari mettiamole in una ciotolina e portiamo quella con noi in salotto. La ciotolina e non il pacco di patatine preso al volo dalla dispensa durante la pubblicità. Insomma, sì al vizio "ogni tanto", ma occhio alla quantità.

È normale che il nostro stato psicologico influenzi il nostro appetito perciò entro certi limiti non dobbiamo preoccuparci. Per intenderci, se "ogni tanto" ci gratifichiamo o consoliamo con un cioccolatino, o se saltiamo una cena perché siamo nervosi e non abbiamo fame, non succede nulla. Il problema scatta solo se le emozioni tendono a giocare brutti scherzi a tavola "di frequente" o di regola. Diversamente, basta attenersi a qualche piccola buona abitudine e mantenere un sano approccio easy!