La vitamina D è 'oro' per le ossa, in quanto favorisce l'assorbimento e regola il deposito di calcio, ma quando questo ormone manca le ossa risultano fragili e il rischio di fratture aumenta. Eppure basterebbe poco per migliorare la situazione: 20 minuti di sole al giorno, esponendo ai raggi solari le braccia, il viso e le gambe.
Così si stimola la produzione di vitamina D nell'organismo, indispensabile per il rafforzamento dello scheletro. Il presidente della Società italiana dell'osteoporosi, del metabolismo minerale e delle malattie dello scheletro (Siommms) Giancarlo Isaia spiega che l'estate è il periodo dell'anno in cui c'è più luce ed è più facile prendere il sole, stimolando quindi la sintesi di vitamina D, nutriente fondamentale per il rafforzamento osseo. Durante l'esposizione solare nei mesi più caldi, l'organismo fa 'scorta' di vitamina D che viene usata anche nei mesi invernali. Se l'80% del 'contributo' alla causa arriva dal sole, il 20% arriva dalla dieta. Tuttavia la lista dei cibi 'alleati' è scarna: olio di fegato di merluzzo, salmone, uova anche se in piccole quantità.
Il messaggio degli esperti è chiaro: questa carenza va corretta. E in generale il ruolo della vitamina D non va sottovalutato se si considera che studi recenti suggeriscono che la poca vitamina D potrebbe essere associata anche a malattie come diabete, ipertensione, infarto del miocardio, tumori maligni e malattie autoimmuni.
L'osteoporosi colpisce 4,5 milioni di italiani, e può essere considerata a tutti gli effetti una patologia di priorità sanitaria e sociale. La prevenzione è possibile con uno stile di vita corretto, un po' di attività fisica all'aria aperta, un'alimentazione equilibrata e anche una moderata esposizione al sole.
Per prevenire il rischio di fratture gli esperti stanno portando avanti una campagna di sensibilizzazione a vantaggio della salute delle ossa che include l'invito a prendere un po' di sole per combattere la carenza di vitamina D.
In giro per il mondo ci sono esperienze di Paesi che hanno affrontato con successo il problema della carenza di vitamina D. E, a sorpresa, si trovano a Nord, dove la latitudine certo non aiuta. Questo fenomeno è noto come il 'paradosso scandinavo': per compensare la scarsa esposizione solare è stata incoraggiata la fortificazione degli alimenti con vitamina D, riducendo drasticamente la carenza di questo ormone indispensabile alle ossa. In Italia questa pratica socio-sanitaria è iniziata in maniera molto timida, ma sicuramente nei prossimi anni potrebbe diventare più incisiva.




