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Salute

Emergenza: chi è più pronto a reagire?

di Redazione · settembre 2014

Emergenza: chi è più pronto a reagire?

Sono gli uomini i primi ad avere il polso della situazione in caso d'emergenza. Al convegno annuale della Radiological Society of North America è stata presentata una recente ricerca che dimostra in che modo gli uomini e le donne reagiscono in maniera diversa di fronte ad un pericolo.

Nel corso dell'esperimento i ricercatori hanno sottoposto a risonanza magnetica funzionale 40 volontari divisi in due gruppi: 21 uomini e 19 donne. Sono state mostrate loro due tipi d'immagini riguardanti oggetti e situazioni quotidiane: la prima riferita a circostanze negative, la seconda a momenti positivi.

La reazione delle donne nel guardare le figure negative, ha visto coinvolta in maniera più significativa la parte sinistra del talamo, un'area del cervello che scambia informazioni sensoriali con i centri del dolore e del piacere. Negli uomini invece, si è attivata maggiormente la regione sinistra dell'insula, che controlla le attività biologiche involontarie come respirazione e battito cardiaco. In pratica, proprio ciò che occorre per preparare il corpo a confrontarsi con un pericolo. Questo potrebbe significare che di fronte a situazioni pericolose, gli uomini sono più propensi all'azione mentre le donne ad immedesimarsi con i sentimenti suscitati dall'emergenza.

All'uomo stressato sale la pressione, la donna rimugina e si fa prendere dall'ansia. Questi interessanti risultati spiegherebbero anche la ragione per cui le donne sono soggette ad un livello più alto di stress rispetto agli uomini di fronte a notizie a forte impatto emotivo negativo. Semplicemente leggendo notizie sui giornali riguardanti omicidi, incidenti, atti violenti, le donne producono livelli altissimi di cortisolo (ormone dello stress) e di conseguenza tendono a deprimersi; al contrario degli uomini in cui non si hanno suscettibili variazioni ormonali. La risposta maschile allo stress produce però ipertensione arteriosa e conseguenti malattie cardiovascolari.