Generalmente gli anziani in buona salute si sentono più giovani rispetto all'età cronologica di ben 10 anni. È quanto emerge dalla una ricerca pubblicata su Journals of Gerontology: Psychological Science dai ricercatori dell'University of Michigan Institute, la quale dimostra che gli ultrasettantenni in buona salute si sentono più giovani di circa 10 anni rispetto alla loro età anagrafica.
Gli studi sono stati condotti su oltre 500 soggetti di entrambi i sessi con un'età superiore ai 70 anni, nei quali è stata monitorata la percezione dell'età nel corso di 6 anni. Alla domanda posta dagli studiosi su quanti anni si sarebbero attribuiti guardandosi allo specchio sulla base di una scala che andava da 0 a 120 anni, i soggetti più anziani hanno poi indicato un'età inferiore di circa 10 anni rispetto a quella reale. Perché?
Secondo i ricercatori questo si spiega in quanto questi "giovani" ottantacinquenni avevano subìto un minor degrado fisico legato all'invecchiamento. Diverso invece il risultato negli anziani con condizioni di salute non ottimali, che segnalano un minor divario tra l'età percepita e quella effettiva.
Altra differenza osservata dai ricercatori: le donne percepiscono il loro aspetto in modo più rispondente alla loro età biologica, attribuendosi soltanto 4 anni in meno. Questo perché, sostengono gli studiosi, le donne tendono a essere più consapevoli dei loro aspetto fisico rispetto agli uomini.
Riguardo al livello di soddisfazione sulla propria esistenza durante la terza età, è emerso che all'inizio dello studio si ritenevano più soddisfatti gli uomini, mentre al termine lo erano più le donne, probabilmente dovuto al fatto che sono sopraggiunti diversi acciacchi dell'età durante i sei anni di durata della ricerca.




