Quanti chilometri di corsa devo coprire per smaltire una corposa fetta di caprese? Quante vasche in piscina devo nuotare per bruciare un piatto di pasta al forno?
Saperlo è la nuova "arma" anti-obesità adottata sempre più spesso per aggirare le possibili conseguenze dei pasti pesanti. A confermare questa nuova tendenza è una ricercatrice dell'università di Baltimora, che ha condotto uno studio sui teenager, dal quale è emerso che un ottimo deterrente anti-abbuffata non è quello di dire quante calorie contiene un cibo, perché queste informazione sono di per sé poco convincenti. Piuttosto si è rivelato più efficace scrivere nero su bianco quale attività fisica bisogna praticare subito dopo per smaltire le calorie date da un certo alimento.
Per esempio: per un quindicenne che beve una bibita gassata evitare di assimilare le calorie introdotte dovrebbe praticare 50 minuti di jogging oppure 73 minuti di bici o addirittura due ore di camminata. Il discorso cambia nel caso di un adulto, per il quale invece ci vuole molto più sforzo.
Ebbene, questo studio poi pubblicato sull'American Journal of Public Health, la ricercatrice ha dimostrato che questo tipo di informazione, esposta per esempio nel negozio dove si acquista la bibita, consente di dimezzare le chance che un teenager acquisti la lattina di bibita molto calorica. La classica tabella nutrizionale che recita le calorie che contiene l'alimento non ha affatto lo stesso potere deterrente. E per smaltire una pizza? È necessario correre per 10 chilometri.
Certo sarà difficile far mettere in evidenza ai gestori di bar e altri locali l'informazione che per smaltire una pizza bisogna correre all'incirca 10 chilometri o giù di lì (dipende da età e sesso di chi corre), ma secondo la studiosa trovare il modo di far conoscere questo tipo d'informazione nutrizionale può rappresentare una potente arma anti-obesità.
Forse non sapevi... Chi vede rosso, oltre ad arrabbiarsi, perde anche la fame. Possibile? Pare che il segreto anti - abbuffata sia utilizzare il colore rosso. Uno studio italiano condotto da psicologi dell'Università di Parma, infatti, dimostra che servendo le pietanze in piatti rossi si mangia di meno. Pubblicato sulla rivista Appetite, lo studio è stato condotto da studiosi dell'ateneo parmense che hanno coinvolto 240 individui ai quali hanno messo in piatti di colore rosso, blu e bianco dei pop corn, una crema per le mani e del cioccolato. Non hanno svelato ai partecipanti lo scopo della ricerca ma hanno chiesto semplicemente di valutare la qualità di quei prodotti. È emerso che i partecipanti consumavano meno prodotto, crema per le mani compresa, se questo veniva servito nei piatti rossi. L'effetto rosso non è risultato essere legato al contrasto cromatico tra i prodotti, né tanto meno al grado di apprezzamento degli stessi che restava invariato indipendentemente dal colore dei piatti.




