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Salute

Dieta mediterranea questa sconosciuta...

di Redazione · aprile 2011

Dieta mediterranea questa sconosciuta...

La comunità scientifica, negli ultimi anni, sta investendo una quota sensibile delle proprie energie nella divulgazione del concetto di sana alimentazione, in ragione di crescenti tassi di incidenza di sovrappeso, obesità e patologie correlate.

In particolare, è forte l'invito rivolto alla popolazione ad attenersi ad un modello alimentare mediterraneo poiché, è scientificamente dimostrato che esso riduce la prevalenza di malattie cardiovascolari, ictus, malattie neurodegenerative (Alzheimer, Parkinson) e cancro. Inoltre, questo regime alimentare contribuisce a contrastare l'insorgenza di sovrappeso e obesità e delle relative complicanze.

Gli italiani e l'aderenza alla dieta mediterranea I dati dello studio "Osservatorio Grana Padano", condotto su 2193 pazienti in età pediatrica e 4245 in età adulta, mettono in evidenza come vi sia una scarsissima adesione da parte della popolazione italiana al modello mediterraneo. I dati più allarmanti si registrano nella popolazione pediatrica e negli adolescenti.

Quali sono gli errori alimentari più comunemente commessi dalla popolazione italiana? Lo studio ha preso in esame il consumo settimanale di alimenti caratteristici e non della dieta mediterranea. Analizziamo insieme gli errori emersi e vediamo come correggerli.

Consumo eccessivo di carni ed insaccati. Nella popolazione generale, emerge un consumo eccessivo di carni e insaccati a discapito di prodotti più mediterranei quali il pesce. Come correggere: è opportuno aumentare il consumo di pesce (almeno 3 volte a settimana), il quale apporta proteine ad alto valore biologico ma, a differenza delle carni, ha un più basso contenuto di grassi soprattutto del tipo saturo. Si ricorda, inoltre, che gli insaccati presentano anche un elevato contenuto in sale, il cui apporto nella dieta è spesso già eccessivo.

Ridotto consumo di latte e yogurt e eccessivo consumo di formaggi. Gli italiani consumano meno di una porzione al giorno di latte o yogurt mentre, i formaggi sono scelti 4-5 volte a settimana. Come correggere. Il latte e i suoi derivati sono noti per essere la principale fonte di calcio nell'alimentazione. La concentrazione maggiore di questo importantissimo minerale la ritroviamo nei formaggi, soprattutto stagionati. Essi però hanno lo svantaggio di presentare anche elevate quantità di grassi saturi. Per questo si suggerisce di assumere il calcio prevalentemente da latte e yogurt i quali, soprattutto se scelti nelle varietà scremate, consentono di contenere l'apporto di grassi.

Ridotto consumo di legumi. Sia adulti che bambini consumano in media due porzioni di legumi a settimana. Come correggere: Per quanto le linee guida italiane considerino già sufficienti tali apporti, incentivarne il consumo è sempre una buona norma poiché rappresentano la principale fonte di proteine vegetali, presentano un moderato contenuto in calcio, ferro, fosforo e vitamine del gruppo B ma, soprattutto, abbondano in fibre, sempre più scarse nelle alimentazioni dei paesi industrializzati.

Assunzione di condimenti non convenzionali. Gli italiani a fronte di un buon consumo di olio d'oliva e piccole quantità di altri oli vegetali, utilizzano anche grassi non tipici della dieta mediterranea come burro e maionese. Come correggere: l'olio d'oliva ( in particolare l'extravergine) dovrebbe essere il condimento preferenziale della nostra dieta. Sono contemplate anche piccole quantità di oli di semi, per il loro contenuto in acidi grassi polinsaturi. Il burro è ammesso dalle linee guida, fino a cinque porzioni a settimana (dove per porzione intendiamo 10 g!), in ragione del suo buon contenuto in vitamina D. Da scoraggiare, invece, il consumo di maionese che dovrebbe essere una scelta occasionale.

Largo consumo di bevande gassate dolci: È frequente nella popolazione il consumo da 3 a 5 volte a settimana di bevande tipo cola, aranciata, acqua tonica. Come correggere: si ritiene che queste bevande diano un contributo non trascurabile al fenomeno del sovrappeso e dell'obesità, fornendo calorie "inutili" dal punto di vista salutistico. Meglio limitarne il consumo.

Agli alimenti analizzati nello studio, andrebbero anche aggiunti frutta e ortaggi, i quali dovrebbero essere utilizzati in grosse quantità. La regola sarebbe consumare cinque porzioni, tra frutta e verdura, ogni giorno.

I nostri figli e la dieta mediterranea Il gusto è un senso che può essere anche "educato". Abituare i propri figli precocemente, già dallo svezzamento, ai sapori della dieta mediterranea può favorire una naturale e spontanea accettazione delle sane abitudini alimentari nel corso della vita. L'obesità infantile, soprattutto in Campania, è diventata una realtà allarmante, perciò adottare una strategia preventiva è una delle priorità dei nostri giorni. Affronteremo questo argomento nel prossimo numero.