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Salute

La famiglia e il piccolo obeso

di Redazione · maggio 2011

La famiglia e il piccolo obeso

Quali sono le cause dell'obesità infantile? Analogamente a quanto accade nell'adulto, l'obesità infantile è il risultato di una mescolanza di fattori sia genetici (predisposizione ereditaria) che comportamentali (dieta eccessivamente grassa, scarsa attività fisica, abitudini scorrette). Si stima che bimbi con ambedue i genitori obesi abbiano il 70% di probabilità di diventare obesi, il 50% se uno dei due è obeso, il 10% se nessuno dei due è obeso. Chiaramente la familiarità non può essere l'unica imputata. I bambini delle epoche passate avevano, in media, la stessa predisposizione genetica ad ingrassare di quelli attuali. Il problema dell'eccesso ponderale, tuttavia, non si manifestava perché allora non erano presenti le condizioni che ne favorivano l'insorgenza, ovvero un'alimentazione eccessivamente calorica e ricca in grassi ed una scarsa attività fisica.

Quali sono i rischi a cui è esposto un bambino obeso? L'elemento più sorprendente che caratterizza alcuni bambini obesi è la presenza, in tenera età, di patologie che normalmente si riscontrano negli adulti. È possibile infatti osservare, in soggetti con notevole eccesso ponderale, incremento dei lipidi plasmatici, della glicemia, della pressione arteriosa ed altre alterazioni che normalmente preoccupano la popolazione adulta. Maggiormente predisposti sono i bambini nati da genitori che soffrono già di tali patologie.

Cosa possono fare i genitori? L'obesità infantile (ma anche il sovrappeso) tende frequentemente ad essere sottovalutato in quanto si pensa, erroneamente, che il problema si risolva spontaneamente con l'accrescimento. È il pediatra la prima figura che segnala un eccesso di peso nel bambino. La prevenzione dell'obesità deve iniziare molto precocemente in particolare, le sane abitudini alimentari su cui è fondato lo svezzamento dovrebbero essere il più possibile mantenute anche successivamente nella vita del bambino. I genitori obesi dovrebbero mostrare una più spiccata sensibilità al problema. Frequentemente, la maggiore predisposizione all'obesità si presenta con l'iperfagia, ovvero una tendenza ad alimentarsi in modo eccessivo. In tal caso, già a due o tre anni si dovrebbe attuare un'azione preventiva.

Combattere la sedentarietà e i comportamenti scorretti Il problema di un'alimentazione eccessiva del bambino non risiede unicamente nel cibo ma, in cosa c'è intorno al cibo. Spieghiamoci meglio. La corretta educazione nutrizionale è centrale nell'approccio all'obesità infantile ma, se non si modificano tutte le situazioni, gli atteggiamenti, gli errori che spingono il piccolo ad alimentarsi in modo smodato, il problema non può essere risolto. In questa prospettiva i genitori devono fare la parte del leone. Generare nel bambino un disinteresse verso le attività sedentarie (guardare la TV, giocare ai videogame, utilizzare il computer) e sostituire queste ultime con altri tipi di giochi che contemplano un movimento fisico è già un eccellente traguardo. I genitori devono in prima persona coinvolgere il figlio in tali attività, spronandolo, ad esempio a seguire insieme un hobby come il ciclismo, le escursioni, il calcio. In tal modo oltre a determinare un incremento del dispendio calorico giornaliero si indurrà uno spostamento dell'attenzione del bambino dal cibo, riconducendolo da un atteggiamento compensatorio e ad una naturale esigenza fisiologica.

Bambini a dieta La tipologia di intervento dietetico varia in relazione a diversi fattori quali età del bambino, gravità del sovrappeso, presenza o meno di patologie cardiovascolari: • Bambini sotto gli 8 anni: in linea generale per bambini molto piccoli non si contempla una vera e propria dieta dimagrante ma, piuttosto, un'alimentazione corretta adeguata in calorie e nutrienti all'età del piccolo. Spesso si parla più propriamente di un'educazione alimentare, introducendo progressivamente a seconda del gradimento del bambino nuovi cibi sani. L'obiettivo dovrà essere finalizzato a evitare l'ulteriore aumento di peso, attendendo il contemporaneo aumento di statura per migliorare la situazione; • Bambini sopra gli 8 anni: per bambini sopra gli 8 anni, in caso di obesità di grado medio-elevato e, soprattutto, in presenza di complicanze, si consiglia una dieta lievemente ipocalorica atta a determinare un lento calo del peso corporeo senza compromettere il normale accrescimento. L'intervento nutrizionale deve essere sempre accompagnato dalla terapia comportamentale atta a correggere tutte le abitudini e le attività scorrette non solo del bambino ma anche del nucleo familiare. Solo un approccio a trecentosessanta gradi è capace di fornire risultati tangibili e duraturi nel tempo.