All'interno del disegno della famiglia la figura della madre occupa abitualmente, soprattutto nell'infanzia e nella pubertà, una posizione e una rilevanza fondamentale. La sua mancanza, nel disegno, è un chiaro segnale di reale mancanza o di rifiuto reattivo. Appesantita di particolari poco femminili, tipo pantaloni, cinture o simboli maschili vari, rivela scarsa propensione della stessa, almeno agli occhi del figlio, a proporsi come madre o comunque a rappresentare un modello valido. Una madre posta al primo posto, grande, esuberante o arricchita di particolari o di elementi che ne sottolineano la dominanza, è un evidente indicatore di come il figlio percepisca forte questa figura, viceversa disegnata piccola, non colorata o povera di accessori e particolari è senza dubbio una figura poco rilevante nell'ottica del figlio o della figlia. Per interpretare il disegno della famiglia bisogna osservare l'ampiezza e la forma del tratto. I componenti di una famiglia affiatata sono generalmente rappresentati mentre svolgono insieme un'attività comune o si tengono per mano. Il bambino disegna sé stesso vicino al personaggio con cui si sente più a suo agio o che ama di più. Se al contrario un bambino pensa per esempio che la sorella sia più amata dai genitori, disegna la bambina in mezzo alla coppia e colloca sé stesso in un'altra parte del foglio lontano dal gruppo.
Quando un bambino si sente completamente isolato dagli altri membri della famiglia, li separa in vario modo: collocandoli ognuno in una stanza diversa, separandoli con linee verticali o orizzontali, o altri elementi come alberi, steccati, ecc. Il bambino mette in evidenza ciò che sente, non ciò che corrisponde alla realtà. Il fatto che un bambino si disegni più o meno bello, non corrisponde all'estetica ma alla sua fiducia in se stesso. È importante fare attenzione al bambino mentre disegna la famiglia e capire qual è il personaggio che disegna per primo e quale invece per ultimo, se disegna rapidamente e con sicurezza i personaggi, quante correzioni o cancellature apporta alle immagini. Tutti questi segnali indicano il livello di familiarità che il bambino ha con la persona disegnata.
Quando uno dei fratelli non è rappresentato, si può dedurre che l'autore del disegno si augura, consciamente o inconsciamente, che non faccia parte della famiglia. Quando un personaggio è svalutato è disegnato per ultimo, più piccolo oppure fuori dal gruppo, in posizione statica e con un numero limitato di dettagli. Un altro modo per svalutare un personaggio è quello di cancellarlo dopo averlo disegnato. La cancellatura è anche indice di conflitto. Ci può anche essere un personaggio aggiunto: in questo il bambino realizza a livello immaginario quelle aspirazioni che lui stesso non riesce, o non osa realizzare. A volte è un adulto che compie qualche importante impresa, altre volte è un neonato in braccio alla madre. Il personaggio aggiunto può anche essere un animale. Qualche volta alla richiesta di disegnare la famiglia i bambini rispondono producendo scenette familiari, anche commentate. Contrariamente al vero e proprio ritratto statico, questo modo di disegnare la famiglia è espressione del desiderio di trovare in essa il modo per esprimere una sua connotazione partecipativa e vivace alla vita. Una sorta di desiderio di dimostrare come la sua sia veramente una famiglia originale e divertente.
A volte la scenetta familiare si svolge a tavola o in salotto: nel primo caso il bambino esprime la necessità di un dialogo e un interscambio maggiore di quello che in effetti avviene; nel secondo caso è la voglia di coccole e di attenzioni a spingere il bambino a rappresentare la famiglia in un momento di relax. Se stesso al primo posto: manifesta un egocentrismo non del tutto superato ed un legame ancora molto forte con la famiglia dalla quale chiede attenzioni e affetto. Il bisogno di mettersi prima di tutti esprime un legame di dipendenza che non gli permette di sganciarsi senza soffrire emotivamente. Come sempre dobbiamo tenere presente l'età: nell'infanzia ciò è naturale se permane nell'adolescenza occorre prestare attenzione affinché tale narcisismo non influisca negativamente sulle risorse del ragazzo trattenendolo nel guscio ovattato dell'ambiente famigliare.
Sottolineo la figura della madre: un legame che dura tutta la vita! Perché l'amore sia produttivo e permetta un sano sviluppo ai figli, occorre che la madre sia pronta a seguire i cambiamenti che la loro crescita evolutiva impone.
Una madre deve quindi ammalarsi d'amore nei primi anni di vita per poi prontamente guarire, a livello emotivo, per favorire quel distacco cosi importante per la crescita dei figli.




