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Salute

Dormire bene

di Redazione · gennaio 2012

Dormire bene

Dormire: a cosa serve? Secondo le ipotesi emesse dai ricercatori, il sonno permetterebbe all'organismo - grazie alla secrezione di ormoni della crescita e all'aumento del tasso di sintesi delle proteine - di recuperare dall'attività della giornata, di rinnovare le cellule e consolidare la memoria. In poche parole, dormire serve a funzionare in maniera ottimale durante il giorno. Inutile cercare di "diminuire la propria dose", è semplicemente impossibile!

Il nostro bisogno di sonno Sette o otto ore per notte, costituiscono la quantità media di sonno necessaria a un adulto, con una struttura fatta di cicli di sonno lento e sonno paradossale (REM). Ciononostante, non siamo tutti uguali: mentre alcuni di noi si accontentano facilmente di 6 ore, altri si sentono in forma solo dopo 10 ore di sonno. La quantità di sonno ideale è quella che permette di ottenere il livello di veglia e di energia ottimale nel corso della giornata seguente. Schematicamente, gli specialisti distinguono 3 profili: coloro che dormono a lungo e pacificamente; coloro che fanno fatica ad addormentarsi, dormono male e si svegliano sfiniti; coloro il cui sonno, fragile, è disturbato dalla minima contrarietà o cambiamento d'abitudini.

I fattori che disturbano la notte In generale, gli specialisti constatano che dormiamo meno di una volta, e il tempo consacrato al sonno viene rosicchiato dal lavoro, gli hobby, i divertimenti, Internet e la televisione… Vari fattori possono contribuire a creare uno squilibrio: > Lo stress e l'ansia sono sempre più incriminati. Mentre da un canto, favoriscono la secrezione di cortisolo, un ormone che sveglia, è pur vero che d'altro canto, provocano preoccupazioni e emozioni notturne. > L'iperattività porta a non recuperare mai il sonno necessario e a compensare la fatica con attività intense. Troppo movimento (intellettuale o fisico) la sera impedisce di addormentarsi. > La depressione si manifesta per prima cosa con un'insonnia che sopravviene generalmente alla fine della notte (risveglio precoce e brutale). In alcuni casi, viene accompagnata da una sonnolenza diurna. > Le mestruazioni e la gravidanza modificano la secrezione di ormoni attivi sul sistema di sonno/veglia. In gravidanza, si può inoltre soffrire di una certa scomodità negli ultimi mesi prima del parto. > La siesta, se troppo lunga, intacca la quantità di sonno notturno. > Anche un'alimentazione troppo ricca, grassa o proteinica può impedire di dormire, come anche il consumo di eccitanti alla fine della giornata. > Un contesto sfavorevole (luce, rumore, materasso duro, caldo…), basta a rovinarti la nottata!

Quando bisogna preoccuparsi? Dormire male e essere stanchi durante il giorno non è una cosa normale, anche se siamo in tante a vivere questa situazione! Se i disturbi del sonno sono frequenti (almeno 3 volte alla settimana da un mese) e hanno serie ripercussioni sulla giornata, conviene rivolgersi a uno specialista che può proporti una serie di cure (agopuntura, rilassamento, terapia della luce, terapia comportamentale, sonniferi…). Se i disturbi sono leggeri e non creano troppi problemi nella vita quotidiana, alcuni semplici gesti e migliori abitudini, anche che alimentari, bastano spesso a ritrovare un sonno pacifico e riparatore.

Diminuire le attività fisiche o intellettuali È meglio evitare lo sport la sera (dopo le 19.00), come anche il lavoro su delle pratiche in ritardo, la correzione di compiti in classe, i conti, i giochi che fanno "lavorare il cervello" o le discussioni profonde. Videogiochi, televisione e internet vanno eliminati… in quanto aumentano la temperatura corporea e l'attività cerebrale, che devono scendere prima di dormire. Quindi conviene leggere, farsi le coccole, ascoltare della musica rilassante… rilassarsi, appunto!

Allontanare le preoccupazioni Problemi al lavoro, in casa o nella coppia, non aiutano a dormire bene… e a volte si entra in un vero e proprio circolo vizioso che porta a drammatizzare la situazione perché, appunto, abbiamo dormito male! La soluzione? La «sedia scacciapensieri»: un'ora prima di andare a letto, siediti comodamente e pensa; lucidamente, a tutto quello che ti preoccupa. Poi, simbolicamente, abbandona tutte le preoccupazioni su quella sedia o poltrona e alzati. Incredibile ma vero, funziona! Per finire, non appena percepisci i primi segnali di stanchezza (sbadigli, occhi che bruciano…) non perdere tempo: a letto!