Luglio 2026 · Anno XXIIIIl mensile gratuito della Penisola Sorrentina
Salute

Chiedi all'esperto: steatosi epatica e dieta

di Redazione · gennaio 2014

Chiedi all'esperto: steatosi epatica e dieta

La steatosi epatica non alcolica, comunemente chiamata "fegato grasso", consiste in un eccessivo accumulo di trigliceridi a livello degli epatociti, ovvero, le cellule del fegato.

Fortunatamente, nella maggior parte dei casi è reversibile e non porta complicazioni. Però, in alcuni casi, può evolvere in un'infiammazione al fegato detta steatoepatite. Quest'ultima, attraverso diversi meccanismi, causa la morte degli epatociti con sostituzione di tessuto cicatriziale. In tal caso si parla di cirrosi epatica. Giunti a tal punto la funzionalità del fegato può essere significativamente compromessa.

Per tale ragione, dopo una precoce diagnosi di steatosi epatica da parte del medico, è bene agire subito con un netto cambio dell'alimentazione e dello stile di vita. È infatti questo il primo approccio in questa patologia.

Prima di parlare di dieta per la steatosi epatica, bisogna fare una considerazione: tale patologia è frequentemente associata alla sindrome metabolica, una complessa patologia oggi molto diffusa a causa dei moderni stili alimentari e caratterizzata da vari elementi distintivi quali obesità viscerale (a livello addominale), glicemia elevata o precedente diagnosi di diabete, bassi livelli di colesterolo HDL, trigliceridi alti e ipertensione arteriosa. Quindi la dieta deve agire sui diversi dismetabolismi.

Innanzitutto, la perdita di peso corporeo è il primo elemento su cui lavorare. La restrizione calorica, necessaria per ottenerla, deve avvenire principalmente a livello dei grassi, in particolare dei grassi saturi, contenuti negli alimenti di origine animale. Quindi è opportuno evitare il consumo di carni grasse e limitare il consumo di formaggi. Sostituire i secondi piatti della settimana caratterizzati da questi alimenti con legumi (importante fonte di proteine vegetali e fibre) e pesce. Un paio di uova a settimana possono essere tranquillamente consumate. Incrementare il consumo di verdure (sotto forma di insalate, minestroni, creme e zuppe) cercando di contenere (ma non eliminare!) le porzioni di pasta, riso e pane sostituendoli, talvolta, con altri tipi di cereali integrali. Ridurre il consumo di dolciumi. L'olio extravergine di oliva dovrà essere il condimento preferenziale della vostra dieta.

Ultima nota di rilievo: l'incremento dell'attività fisica. Se di tipo aerobico e d'intensità moderata (camminata veloce, ciclismo leggero, jogging…) condotta almeno 3 volte a settimana per 45 minuti, è caratterizzata da un consistente consumo di grassi come "combustibile" durante l'attività fisica e un impegno per l'organismo non eccessivo per soggetti che spesso, in tale condizione, presentano limiti fisiopatologici ad un eccessivo sovraccarico di lavoro. Vige, comunque, la raccomandazione di consultare il medico prima di intraprendere una qualsiasi attività sportiva.

dott.ssa Emma Ruocco emmaruocco@libero.it