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Occhio al filtro

di Redazione · luglio 2009

Occhio al filtro

Ogni prodotto solare è diverso. Non soltanto per capacità di ridurre i potenziali danni delle radiazioni solari ma anche per propria costituzione. È quindi importante sottolineare la distinzione tra schermi fisici e filtri chimici.

GLI SCHERMI FISICI Gli schermi fisici sono sostanze minerali (per esempio ossido di zinco, diossido di titanio). Il termine "schermo" indica appunto che queste sostanze oppongono un vero e proprio schermo alle radiazioni (soprattutto UVB). Il loro meccanismo d'azione consiste nella riflessione delle radiazioni nocive. Si presentano come polveri bianche, chimicamente inerti, dal forte potere coprente.

I FILTRI CHIMICI Ai filtri chimici appartiene una serie di sostanze che grazie alla propria struttura sono in grado di assorbire energia. Esistono oggi dei filtri di ultima generazione che permettono una copertura completa dello spettro ultravioletto (UVB, UVA corti e UVA lunghi) e, per le loro grandi dimensioni molecolari, si comportano come gli schermi fisici, riflettendo le radiazioni.

IL FATTORE DI PROTEZIONE Il fattore di protezione, indicato come SPF (Sun Protection Factor), esprime la capacità di un determinato protettore solare di arrestare la radiazione solare, soprattutto quella di tipo UVB. Esso è un parametro che viene calcolato in laboratorio sulla base di un rapporto matematico tra l'energia necessaria a produrre la comparsa di arrossamento (eritema) sulla cute protetta dal prodotto e quella necessaria a ottenere la stessa risposta senza protezione. Per esempio un soggetto che senza filtro si scotterebbe dopo 10 minuti con il fattore di protezione 6 invece potrebbe esporsi per un periodo di tempo 6 volte superiore rispetto a quella consigliata senza l'uso del prodotto, e quindi un esposizione di 60 minuti senza scottarsi.

Sulla base dell'SPF in Europa i prodotti vengono divisi in quattro gruppi: protezione bassa - 6/10 protezione media - 15/20/25 protezione alta - 30/50 protezione molto alta - 50+

Il numero riportato sulle confezioni dei prodotti è un'indicazione approssimativa della capacità protettiva, che è influenzata da fattori quali le caratteristiche della pelle (il cosi detto fototipo), l'età, la zona geografica di esposizione (l'intensità delle radiazioni aumenta proporzionalmente con l'altitudine sopra il livello del mare).

Attenzione a leggere con cura l'etichetta perché alcuni prodotti di protezione solare proteggono soltanto contro i raggi UVB, causa di "scottature", senza prevenire gli effetti simili provocati dalle radiazioni UVA, che interferiscono invece con il sistema immunitario umano e causano invecchiamento prematuro della pelle.

Regole altrettanto importanti da seguire per garantirsi un'abbronzatura in perfetta sicurezza sono: • Eliminare solari dell'anno precedente. Una volta aperta la confezione e trascorso del tempo, i filtri solari contenuti nel prodotto perdono la loro efficacia! Se pensate di non consumare la crema in una stagione, acquistate le bustine monodose o i flaconi più piccoli. • Niente esposizioni prolungate. Soprattutto fra le 11 e le 15, le ore di maggiore intensità solare, è opportuno evitare di esporsi (eventualmente, utilizzare filtri solari più alti). • Usare cappello e occhiali. Forniscono un'utile protezione supplementare. Soprattutto nei casi in cui non sia possibile restare al riparo dal sole. • Neonati e bambini piccoli se possibile, evitare di esporli direttamente al sole. • Solari in quantità sufficienti. Un corpo adulto deve utilizzare 36 grammi (6 cucchiaini da tè pieni) di prodotto solare, mentre attualmente i consumatori utilizzano soltanto 1/2 di tale quantità. Il prodotto va applicato nuovamente dopo aver nuotato o essersi asciugato. Ricordate che la corretta applicazione del prodotto è importante quanto la scelta del prodotto stesso!

ABBRONZATURA: VERO E FALSO Se all'inizio la pelle si scotta la protezione solare diventa inutile perché ormai non vi sono più rischi. Falso. La scottatura è in sé espressione tangibile di un danno che si è verificato a carico della cute. La persistente assenza di protezione non potrebbe far altro che aggiungere un ulteriore fattore di stress per una pelle già "provata", i cui meccanismi di difesa sono stati probabilmente già in buona parte annientati.

Un protettore solare a indice di protezione molto alto non fa abbronzare. Falso. Un protettore solare di tale genere, se indicato dalle circostanze e dal fototipo, consente alla pelle di abbronzarsi con gradualità e uniformità ma soprattutto senza danni, senza pregiudicare affatto il raggiungimento e la "qualità" della tintarella.

L'unica finalità di un protettore solare è evitare le scottature. Falso. Un protettore solare è da considerare come un prodotto "completo" che preserva la pelle non solo dai potenziali danni immediati dell'esposizione al sole (eritema, ustione) ma anche dalle conseguenze a più lungo termine, quali un invecchiamento più precoce e il maggior rischio di tumori.

Durante l'esposizione al sole anche l'alimentazione è importante. Vero. È importante assumere molti liquidi, ai fini di mantenere un buono stato di idratazione complessiva, e alimenti ricchi di vitamine (in particolare C ed E, che costituiscono un valido supporto ai meccanismi di difesa naturali e al trofismo della pelle) e sali minerali. In particolare gli esperti consigliano una dieta più ricca di alimenti vegetali (verdura e frutta di stagione) già un mese prima dell'esposizione.

L'esposizione a una lampada UVA aiuta la pelle a "prepararsi" al sole. Falso. Le lampade UVA, oltre a favorire l'invecchiamento della pelle, stimolano soltanto la melanina superficiale e il loro effetto sulla pigmentazione cutanea è transitorio e quindi non tale da offrire una protezione efficace in occasione di una successiva esposizione al sole.

I protettori solari vanno applicati sempre, anche per esposizioni di durata limitata. Vero. A tutti è certamente capitato di osservare un eritema inatteso malgrado un'esposizione al sole frammentaria o di poche decine di minuti, a dimostrazione del fatto che la quantità di energia ricevuta dalla pelle è, sì, proporzionale al tempo ma non trascurabile anche per intervalli relativamente brevi.

L'eritema è lo "scotto" che tutti devono pagare per abbronzarsi. Falso. Una buona protezione solare non comporta alcun arrossamento della pelle! Se esso si verifica significa che la cute è stata sottoposta a uno stress eccessivo, responsabile appunto della reazione infiammatoria visibile sotto forma di arrossamento.

S. R.