Ad affermarlo gli scienziati australiani che sostengono che le corna che stanno crescendo sul cranio delle nuove generazioni sono la conseguenza di un eccessivo uso di smartphone. Queste punte ossee sporgenti a forma di cono, che possono arrivare a misurare fino 3 cm di lunghezza, sono visibili anche dall’esterno e sarebbero un effetto collaterale del tempo che i giovani trascorrono, in media si calcola quasi quattro ore al giorno, a fissare gli schermi del tablet e smartphone. Durante il tipico movimento che si fa con la testa mentre si tiene un telefono in mano, il corpo tende ad aggiungere strati di ossa per aiutare il cranio a sopportare lo stress extra.
La sconvolgente scoperta dei professori della University of the Sunshine Coast nel Queensland, in Australia, è stata fatta quando i ricercatori stavano esaminando più di 200 radiografie di persone di tutte le età ed hanno scoperto che quasi la metà di quelle di età compresa i 18 ei 30 anni aveva sviluppato queste crescite anomale. I professori che hanno condotto lo studio sono giunti alla conclusione che il tempo trascorso a fissare lo schermo del tablet o dello smartphone mette a dura prova la testa che viene inclinata in avanti con il risultato di trasferire il peso del cranio dalle ossa della colonna vertebrale ai muscoli nella parte posteriore del collo e della testa. Questo spostamento di circa 4 chili e mezzo, questo è il peso mediamente di un cranio, è stato paragonato allo stesso effetto della pelle quando si addensa in un callo come risposta alla pressione. I muscoli posti lungo la parte posteriore del collo sono molto tesi durante l’utilizzo dello smartphone e ciò porta alla formazione delle protuberanze. Queste ultime di solito possono essere sentite passandoci sopra le dita mentre, nel caso di persone calve, è possibile addirittura vederle all’esterno.




