Sorrento ha avuto l'onore di aprire il tour internazionale del recital "Vincerò", a cura della Fondazione Luciano Pavarotti in occasione del 90esimo anniversario dalla nascita del Maestro, al Teatro Tasso di Sorrento, il 3 gennaio 2025. Attraverso le canzoni interpretate dai soprani Giulia Mazzola e Iolanda Massimo, i tenori Giuseppe Infantino e Oronzo D'Urso, il baritono Ettore Lee, accompagnati al pianoforte dal maestro Paolo Andreoli, e il racconto scritto da Grazia Vera sani e recitato dall'attore Paolo Cresta, abbiamo ripercorso la vita emozionante, la carriera planetaria, i successi straordinari, l'impegno sociale dell'eccelso tenore consegnato dalla storia alla leggenda della musica lirica mondiale come uno tra i maggiori tenori di tutti i tempi.
Assieme alla vedova, Nicoletta Mantovani, Presidente della Fondazione, e a Rossella Di Leva, Assessore alla Cultura del Comune di Sorrento, abbiamo brindato all'arte, alla musica e alla cultura dopo lo spettacolo al Grand Hotel Excelsior Vittoria, partner dell'iniziativa.
Luciano Pavarotti nacque a Modena il 12 ottobre 1935. Appassionato, oltre che di musica, dello sport e del calcio, dell'amicizia, del buon cibo, della vita, il Maestro, nel corso di oltre mezzo secolo di carriera, ha venduto oltre 100 milioni di copie di dischi nel mondo, ha vinto sei Grammy Awards (di cui un Grammy Legend Awards nel 1998) e il prestigioso Kennedy Center Honors (2001), ha ricevuto le più alte onorificenze della Repubblica Italiana e in molti Paesi esteri. Grande personaggio e comunicatore, oltre che cantante con doti vocali uniche, ha saputo, col suo carisma, rendere popolare e universale la musica lirica: resta il più amato cantante d'opera di tutti i tempi. Il padre, Fernando, fornaio nell'Arma dei Carabinieri, si dilettava a cantare a livello amatoriale in una piccola associazione di coristi non professionisti, la "Corale Gioachino Rossini" di Modena, e trasmise al figlio la passione per la musica operistica. Incerto se abbracciare la carriera di insegnante di educazione fisica o tentare la strada della sua passione, la musica lirica, fu spinto dalla madre e dalla sorella minore a questa seconda scelta, che presto diede risultati insperati consacrandolo, nel giro di pochi decenni, a superstar mondiale.
Nel 1961, a 25 anni, vinse il Concorso Internazionale Achille Peri, a Reggio Emilia, che gli permise di interpretare sul palcoscenico del Teatro Municipale di Reggio Emilia il ruolo di Rodolfo ne La bohème di Puccini: il successo fu immediato. Fioccarono in tutti gli anni '60 nuovi ingaggi a livello nazionale e internazionale che in pochi anni ne consolidarono la fama. La sua carriera è stata costellata da exploit inarrivabili. Come quando, il 17 febbraio 1972, alla Metropolitan Opera House di New York, in occasione della sua esibizione, emise nove "do" acuti, difficilissimi da emettere a voce piena, ricevendo una standing ovation che lo chiamò al sipario per ben 17 volte, un record finora imbattuto. Da allora, è rimasto ininterrottamente in cartellone al Metropolitan fino al 2004, per un totale di 380 diverse rappresentazioni. Anche alla Royal Opera House di Londra nel 1984, di fronte a Lady Diana e Carlo d'Inghilterra, con la sua grandiosa interpretazione, ottenne cinque minuti ininterrotti di applausi dal pubblico e quattro chiamate in scena; ci sarebbe poi tornato con altri venti spettacoli negli anni a venire.
Dopo aver estasiato Europa e Stati Uniti, nel 1986 Pavarotti arrivò a Pechino, per una serie di concerti dal successo memorabile, ripreso in diretta dalle TV cinesi, italiane e americane. A Berlino, alla Deutsche Opera nel 1988, nel ruolo di Nemorino in L'elisir d'amore di Donizetti, fu applaudito ininterrottamente per un'ora e sette minuti e fu richiamato sul palco ben 165 volte, conquistando il primato, insuperato, dell'applauso più lungo e del numero di chiamate alla ribalta. Nel 1991, davanti a un pubblico record di 330mila persone, si esibì a Londra, a Hyde Park, in uno spettacolo trasmesso dal vivo da tutte le televisioni del mondo. Incantati, oltre duecento tra artisti e personalità illustri inglesi firmarono per chiedere di conferirgli immediatamente il titolo di Lord. Amante delle collaborazioni artistiche, dal 1990 fondò «I Tre Tenori», con José Carreras e Plácido Domingo, con cui firmò esibizioni di clamoroso successo, tra cui la volta in cui, in occasione della Coppa del Mondo del 1990, cantarono per 1,4 miliardi di persone "Nessun Dorma". Dalla collaborazione nel 1992 con Zucchero Fornaciari, con il quale incise il brano "Miserere", nacque l'idea del "Pavarotti & Friends": concerti a cadenza quasi annuale a scopo benefico tenuti a Modena con la partecipazione a duettare con lui dei più grandi artisti della scena musicale pop e rock italiana e internazionale. Il suo impegno per iniziative di solidarietà è sempre stato enorme. L'Alto commissariato delle Nazioni Unite per i rifugiati lo ha riconosciuto quale più grande benefattore dei rifugiati seguiti dall'agenzia.
L'ultima esibizione in assoluto del tenore, durante la cerimonia di apertura dei XX Giochi olimpici invernali a Torino, è stata il 10 febbraio 2006. Purtroppo nel 2007, all'età di 71 anni, un cancro al pancreas lo ha sottratto a tutta la meravigliosa arte che ci avrebbe ancora donato. Il Teatro di Modena, a lui intitolato dopo la scomparsa, reca la sua statua, a imperitura memoria. Così come è stato il primo interprete d'opera ad avere una statua di cera al museo di Madame Tussauds.
Un'altra sua statua campeggia al Casinò di Sanremo e un'altra nella città di Pesaro, dove amava rifugiarsi, nella villa appartenuta ai suoi genitori. A Los Angeles gli è stata dedicato una stella sulla Walk of fame di Hollywood, mentre un asteroide reca il suo nome nei cieli.
Nel suo nome, la Fondazione Luciano Pavarotti, presieduta da Nicoletta Mantovani, persegue il duplice obiettivo di mantenere viva la memoria umana e artistica del Maestro Pavarotti attraverso grandi eventi in tutto il mondo e di formare e sostenere giovani cantanti lirici di grande talento. Si legge nello Statuto della Fondazione: "Fuori dal comune in molti modi diversi, la sua voce spettacolare – unita al suo carisma disarmante – ha toccato il cuore di molti, e la sua generosità non ha avuto limiti. I traguardi che egli ha saputo raggiungere lo collocano nell'Olimpo degli artisti, ma l'eredità più significativa che ci ha lasciato è l'importanza di promuovere musica, arte e cultura per costruire un mondo migliore e il dovere di condividere con gli altri passione, conoscenza e talento. Aiutare i giovani cantanti a plasmare il loro futuro è stato un obiettivo che il Maestro Pavarotti ha coltivato per tutta la sua vita e oggi la Fondazione cerca di realizzare il suo stesso sogno".




