Il panorama editoriale della Penisola Sorrentina, si è appena arricchito con una interessante pubblicazione. Il titolo del libro è "Lo stemma della Città di Sorrento" e l'autore, Fabrizio Guastafierro, si è concentrato in maniera così apprezzabile e puntuale sull'origine e sul significato del simbolo della Terra delle Sirene da essersi meritato un telegramma di compiacimento del Segretario Generale della Presidenza del Coniglio dei Ministri (massima ed esclusiva autorità competente in materia di araldica pubblica) oltre che le congratulazioni di Don Francesco Maria Mariano (Presidente del Consiglio Araldico Italiano e dello storico Istituto "Marchese Vittorio Spreti").
Il testo fortemente voluto dall'Associazione Culturale - Accademia di Storia Patria "Santi Giovanni, Giorgio e Michele Arcangelo" (e stampato dalle Edizioni Gutenberg '72 di Sorrento), però, non riserva solo una insospettabile quantità di notizie e di sorprese sullo stemma della Città del Tasso, ma anche tantissime indicazioni inedite sulla storia locale. Come quelle, ad esempio, relative alla nascita del Sedil Dominova, sorto per effetto delle divisioni tra Guelfi e Ghibellini, all'epoca di Federico II. O come quelle relative alla presenza di un nutrito contingente di cavalieri della Penisola che presero parte attiva alle crociate. O, infine, come quelle relative alla possibilità di presenze Templari in zona. In quest'ultimo caso non mancano le anticipazioni che richiamano alla mente un best seller degli ultimi tempi: Il Codice da Vinci.
Fabrizio Guastafierro, infatti, a corredo dei suoi testi rende disponibili moltissime immagini (tra le quali tante anche a colori) e tra queste una che raffigura il quadro esposto nella Chiesa di San Francesco a Sorrento e che ritrae una Maddalena incinta inginocchiata ai piedi del Crocefisso.
Scrupoloso nel separare le certezze dalle ipotesi (che in ogni caso appaiono quanto mai verosimili), l'autore ha avuto modo, tra l'altro, di dimostrare che lo stemma sorrentino, pur essendo cambiato nel corso dei secoli, è tra i più antichi che si conoscano.
Quanto alle informazioni di carattere storico, infine, non possono essere sottovalutate le belle pagine dedicate tanto al periodo culminato con l'ascesa al trono del Regno delle Due Sicilie della dinastia sveva, quanto alla riconoscenza manifestata da Federico II al popolo sorrentino.
La pubblicazione è sicuramente destinata a far discutere e non può mancare tra quelle degli amanti di storia locale e di araldica.




