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Cultura

La purezza (parte prima)

di Redazione · novembre 2005

La purezza (parte prima)

Nel precedente numero abbiamo spiegato il significato della prima C dell'acronimo C.C.C.C., ora andremo a parlare della seconda C che identifica la PUREZZA (Clarity) e costituisce la valutazione delle cosiddette "inclusioni" o "segni interni". La maggioranza di queste "impurezze" sono dovute ad alterazioni della crescita del reticolo cristallino (sfaldature, fessure, ecc.) o in altri casi dovuti alla presenza di materiali estranei concresciuti o racchiusi nella pietra osservata.

Per convenzione mondiale con il termine inclusioni si indica tutto ciò che è visibile all'interno di una gemma sia ad occhio nudo che con l'utilizzo di un lentino a 10 X (10 ingrandimenti), ed i principi che regolano fondamentalmente questa convenzione possono essere così riassunti: 1. inclusione di facile o difficile localizzazione; 2. inclusione chiara, scura o colorata; 3. sfaldatura o frattura pericolosa per la gemma; 4. localizzazione dell'inclusione; 5. influenza dell'inclusione sulla brillantezza o sul colore del diamante.

Si può quindi notare che lo spirito della convenzione non è quello di quantificare il numero delle inclusioni, ma esclusivamente di qualificarle.

Viene spontaneo dedurre che, con queste premesse, possano nascere divergenze e dispute proprio nella classificazione della purezza ed un giudizio sarà sostenibile quanto maggiore è la preparazione e l'esperienza di chi svolge l'attività di analisi.

Per limitare, se non abolire la possibilità di discordanze nella misura del corretto grado di purezza del diamante, l'American Gem Society ha pubblicato una serie di disegni che ricalcano una tipica configurazione per ogni grado di purezza.

Nel 1920 gli americani introdussero le definizioni di: Very; Very Sligtly Imperfect (VVS); Very Sligtly Imperfec (VS); Sligtly Imperfect (SI); Imperfect (Imp).

Tali acronimi successivamente si diffusero su scala mondiale ed il termine Imperfect (termine poco promozionale= imperfetto, difettoso) che aveva creato disastri commercialmente fu sostituito, ma solo dal termine piquè.

Donato Picciuolo