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Cultura

Riuscite a visualizzare gli stereogrammi?

di Redazione · novembre 2005

Riuscite a visualizzare gli stereogrammi?

Prima di parlare delle tecniche per vedere gli STEREOGRAMMI è meglio capire cosa sono.

Gli stereogrammi non sono altro che una realtà "virtuale": un'immagine all'apparenza semplice o inutile che in realtà cela un'altra immagine nascosta al suo interno!

L'essere umano guarda gli oggetti che lo circondano da due diverse angolazioni, infatti ciascun occhio è posizionato sulla faccia ad una distanza di circa 5-6 centimetri l'uno dall'altro, e ogni occhio vede il medesimo oggetto da una angolazione prospettica leggermente diversa dall'altro. A questo punto interviene il cervello che ha il compito di sovrapporre le due immagini, risultanti dalla visione dell'occhio destro e dell'occhio sinistro, e di elaborarle in una sola, fondendone le parti. In tale modo, il nostro cervello costruisce una visione tridimensionale dell'oggetto stesso, partendo dalle due visioni bidimensionali che gli occhi producono mentre osservano l'oggetto da differenti prospettive.

Con gli stereogrammi, invece, viene utilizzata un'immagine per ciascun occhio, ingannando così il cervello e facendogli "vedere" una scena tridimensionale. Avere la visione tridimensionale di un oggetto vuol dire considerare non solo la sua larghezza e la sua altezza, ma anche la sua profondità, cioè la distanza alla quale è situato l'oggetto nello spazio in relazione alla nostra posizione.

Il termine "Stereoscopia", infatti, significa esattamente "Visione Spaziale", in quanto etimologicamente tale termine è composto dalle parole greche "Stereo", che significa "Spazio" e "Skopein", che vuol dire "Vedere".

Come fare per vedere queste immagini nascoste? La visione stereoscopica contiene un trucco, indipendentemente dalla tecnica che si utilizza: quello di dare ad ogni occhio un'informazione leggermente diversa.

Esistono due tecniche particolari che permettono la stereovisione: - la tecnica in parallelo (richiede la messa in parallelo dell'occhio destro con quello sinistro, quindi è come se guardassi qualcosa in lontananza): il punto di messa a fuoco deve essere oltre - ma non troppo - il piano contenente lo stereogramma; - la tecnica incrociata (richiede l'incrocio degli occhi): interponi un dito o una penna tra l'immagine e gli occhi. Mantenendo così gli occhi, sposta la tua attenzione - ma non la messa a fuoco - sull'immagine. Poi regola gradualmente la distanza tra dito e immagine.

Al raggiungimento della posizione corretta apparirà l'immagine tridimensionale. Improvvisamente la pagina diventerà sfuocata, passerà da due a tre dimensioni e dallo sfondo emergeranno e si modelleranno livelli di prospettiva diversi: forme, figure, etc. Il tutto apparirà perfettamente a fuoco. È fatta: il cervello è stato ingannato!

A quel punto, dopo aver imparato la tecnica giusta, occorrono pochi secondi per poter visualizzare le stupende immagini tridimensionali nascoste negli stereogrammi.

Non tutti arrivano allo stesso scopo nel medesimo tempo. Alcune persone imparano subito la tecnica; per altre è più difficile. Talvolta occorre fare un po' di pratica. Ma, una volta acquisita, la tecnica non si dimentica più. Ad un certo punto s'impara ad ingannare, a 'deviare' il cervello in modo appropriato. Ad eccezione d'alcuni stereogrammi, che necessitano l'impiego di occhialini o particolari apparecchiature, gran parte delle immagini tridimensionali possono essere visualizzate ad occhio nudo.

Ricordati: non cercare di mettere a fuoco il monitor o il foglio; ASPETTA; a volte l'immagine appare poco per volta. In ogni caso, la sensazione è stupenda!

Comunque, gli stereogrammi ci danno anche un insegnamento morale: ... "spesso l'apparenza inganna".

Stefania Ricciardi