Di un pallore spettrale, con i canini aguzzi e grondanti di sangue, il conte Dracula è l'emblema dei romanzi dell'orrore. Pubblicato nel 1897 a Londra da Bram Stoker, fu subito un successo, e lo è tuttora.
Il personaggio di Dracula si basa sulle credenze del folclore rumeno; infatti secondo la Chiesa ortodossa orientale, la religione dominante in quel Paese, chi viene scomunicato diventa un morto vivente, finché non ottiene l'assoluzione da parte di un sacerdote, e la superstizione locale li associa a demoniaci uccelli notturni affamati di carne e sangue umani. Inoltre, siccome l'estrema debolezza dei moribondi è causata dal mancato afflusso sanguigno, le credenze popolari hanno indotto la gente semplice a credere che bere sangue apporti forza o addirittura che il sangue di un vivo possa riportare in vita un morto. Ma, nel romanzo di Stoker, il brivido derivante dalle antiche superstizioni legate ai "morti viventi" assetati di sangue vaganti nella notte acquista ulteriore forza da un altro elemento: l'incredibile, eppur vera, storia di un famoso eroe nazionale rumeno. Infatti, Dracula si vanta del suo avo guerriero, valoroso combattente contro i Turchi: il tiranno passato alla storia con il nome di "Vlad l'Impalatore".
Il Dracula originario, vissuto nel XV secolo, era un principe della Valacchia, un territorio montagnoso adiacente alla Transilvania. Battezzato con il nome Vlad, venne soprannominato Dracula con riferimento al dracul ("dragone") emblema della famiglia.
Da giovane, Dracula fu preso in ostaggio dai Turchi, dai quali apprese un brutale metodo d'esecuzione: l'impalatura. In pratica la vittima era infilzata su un palo di legno o di ferro, che veniva poi piantato nel terreno, la morte del condannato era preceduta da una lenta ed atroce agonia.
Nel 1456 Vlad tornò sul trono dando così inizio ad un regno di terrore, durato quattro anni, durante i quali torturò ed uccise migliaia di persone. Il massacro più famoso è quello del 1460, quando, nel giorno di San Bartolomeo, in una città della Transilvania fece impalare 30.000 persone in sole 3 ore.
Perché Stoker associò Dracula, ovvero Vlad l'Impalatore, al vampirismo? Probabilmente l'ancor viva storia dell'Impalatore affascinò Stoker e lo indusse ad attingere al materiale letterario offerto dal folclore e dalla terrificante e selvaggia bellezza della Transilvania, una regione boscosa pressoché inaccessibile della Romania, ancor oggi abitata da orsi, lupi, linci e - chissà- forse anche dai leggendari vampiri.
Erminio Ricciardi




