FERDINANDO/FERDINANDA: Deriva dal germanico ed è composto dalle radici frid (pace) e nand (ardito); assume il significato di coraggioso nella pace. È molto diffuso in tutta Italia, anche nelle forme Fernando, Nando, Nandino, usati anche al femminile. Il nome risale all'occupazione dei Visigoti in Spagna, e in Italia il nome si è diffuso proprio dalla dominazione spagnola: molti re, principi e duchi di varie dinastie (Asburgo, Borbone, Lorena, Gonzaga, Medici) portarono questo nome. Ferdinando non sopporta di essere preso in giro; manca totalmente di senso dell'umorismo e di elasticità mentale. Questa sua vulnerabilità viene in parte ricompensata dalle qualità del suo cuore nobile che lo aiutano ad arrivare al successo. Se le circostanze gli sono avverse, tuttavia, si ripiega nell'amarezza e nella scontrosità; sta ai familiari aiutarlo a ritrovare la sua giusta dimensione.
ROBERTO/ROBERTA: Deriva dal germanico Hrodebert, latinizzato poi in Robertus. Le radici sono roth (fama) e berth (splendente, illustre), pertanto assume il significato di illustre per fama, splendente di gloria. Roberto in genere è dotato di tante buone qualità: intelligenza, memoria, volontà, sicurezza di sè, solidità, vivacità. Ma a volte si intravede un filo di angoscia esistenziale, di demotivazione che lo porta ad essere depresso e a non dare valore a ciò che ha già conquistato, tendendo a vedere solo il bicchiere mezzo vuoto… L'ambizione è forte, ma maschera la fragilità, l'ansia, la paura di non essere adeguati.
NATALE/NATALINA: Questo nome è legato alla nascita di Cristo. Deriva dalla parola latina natalis che significa nascita. È un nome diffuso anche nella forma alterata Natalino in uso anche al femminile; nella variante Natalia, è presente soprattutto in Toscana. È un antico nome cristiano adottato sin dagli inizi e imposto ai bambini che avevano l'opportunità di nascere cristiani e aspirare alla vita eterna. Dal IV-V secolo fu attribuito ai figli nati il giorno di Natale. Soprattutto nel Nord della Penisola è diffusa la variante femminile Natascia, adattata dalla lingua russa e affermatasi a partire dall'Ottocento dopo il successo del romanzo di Tolstoj "Guerra e pace". Non è ambizioso né impegnato, è piuttosto sereno, saggio, felice, e, ciò che più conta, al servizio degli altri. Tenero, costante, indulgente, è un amico vero sul quale fare affidamento in ogni momento.
SILVIO/SILVIA: Deriva dal latino Silvius, tratto da silva e significa abitante delle selve, dei boschi. Il nome è di ampia diffusione in tutta Italia anche nelle varianti Silvo, tipica della Toscana, Silviano, Selvo, Silva, accentrata in Friuli Venezia Giulia, Sylvia e Sylva. Secondo la leggenda il nome fu attribuito per la prima volta a un figlio di Enea, dal quale discesero tutti i re di Albalonga, tra cui Numitore, padre di Rea Silvia, che, fecondata dal dio Marte, diede alla luce i gemelli Romolo e Remo, i futuri fondatori di Roma. Riflessivo, pacato, tranquillo, amante della natura, Silvio passa la sua vita a prendersi cura del suo giardino, seguendo il ritmo delle stagioni. Meditativo, è portato per gli studi filosofici, ma anche per i piccoli lavori manuali. Amante tenero, Silvio è sempre attento a non offendere e a non ferire la sua donna alla quale resterà legato per tutta la vita.
ANAGRAMMI ferdinando = drena fondi silvio = il viso silvia = salivi roberto = re robot roberta = tra robe



