La storia di Romeo e Giulietta è forse tra le più famose della letteratura mondiale. Scritta da Shakespeare, fu rappresentata per la prima volta nel 1595 con enorme successo, mai venuto meno in quattro secoli.
Ma sono davvero esistiti? I due giovani sono così credibili che lettori e spettatori hanno sempre creduto che la tragedia fosse basata su persone ed eventi reali, anche se la prima edizione del 1597 la definiva "una tragedia davvero ben concepita", cioè inventata. Una storia simile compare nel Novellino di Masuccio Salernitano (1476) ed è ripresa da Luigi Da Porto, che dà ai personaggi gli stessi nomi; il racconto, tradotto in francese e inglese, conteneva i tratti principali: Verona, le famiglie rivali Montecchi e Cappelletti, il doppio suicidio finale.
Non è possibile stabilire se i due protagonisti siano esistiti, ma si ha motivo di ritenere che le famiglie rivali siano reali: anche Dante fa riferimento a una faida tra Montecchi e Cappelletti nel Canto VI del Purgatorio (vv. 106-110). Tuttavia manca una documentazione storica sicura.
Lo storico americano Olin H. Moore ha proposto che Montecchi e Cappelletti non fossero nomi di famiglie ma soprannomi di due fazioni politiche, ghibellini e guelfi: i ghibellini presero il nome dal Castello di Montecchio Maggiore presso Vicenza, dove tennero la prima assemblea, mentre i guelfi di Cremona dal loro caratteristico copricapo. Le due fazioni furono scambiate per nomi di famiglie dai primi commentatori di Dante, e Da Porto, scrivendo la sua versione nel 1524, scelse l'idea più adatta al racconto, da cui derivarono le versioni francesi, inglesi e quella di Shakespeare.
Stabilire se i due innamorati siano esistiti conta poco: il genio letterario di Shakespeare li ha resi immortali.
Stefania Ricciardi




