Eravamo alla fine del 1800 quando in un villaggio della Cina i genitori, ormai anziani dentro e fuori, decisero che era l'ora di ripartire il loro terreno ai tre figli. Questi furono chiamati nella loro povera casa ed il padre, dopo aver offerto un tè caldo, mise al corrente i figli della loro decisione. Karlù disse che lui era il più grande, il più bravo ed esperto nella conduzione dei terreni e che toccava a lui fare le ripartizioni. Invero era forse il più ignorante e presuntuoso tant'è che non andava mai a trovare i suoi vecchi, oltre a mancare loro di rispetto. "A Gianlù gli darete il terreno a mezza collina buono per seminare le patate". "A Maxiliù che è il più piccolo gli darete il terreno in montagna e io gli darò 350 semi di grano" "A me spetta il terreno in pianura perché sono il più grande". Gianlù che era un tipo calmo, buono ed ubbidiente come la mamma disse che andava bene e che avrebbe fatto il suo dovere nei campi dalla mattina alla sera. Maxiliù che era il più istruito, intelligente e con tanta voglia di fare disse che il terreno assegnatogli dal fratello maggiore era tutta roccia e sassi e che se seminava i 350 semi offertigli forse ne germogliavano non più di venti e come avrebbe fatto a sfamare la moglie ed il figlio piccolino? I genitori non parlavano per evitare le ire del figlio maggiore e Maxiliù disse che preferiva cercare la fortuna altrove. Mise la moglie ed il figlioletto su un carretto sgangherato oltre alle poche e povere suppellettili e, spingendo lo stesso a braccia, una mattina all'alba lasciò il villaggio. Dopo aver attraversato la valle, si trovò davanti una fattoria con un terreno pieno di sterpi, ed una mandria di buoi che pascolava. Bussò alla porta e si affacciò una donna con una bimba in braccio. "Questa era la terra del mio povero marito prima che morisse" disse la donna, "ma io non sono capace di lavorarla né di governare le vacche". "Se vi fa piacere mi interesso io" disse Maxiliù; "Io lavorerò il campo e insegnerò a voi ed a mia moglie a governare le vacche". Detto, fatto. Era venuto il grande caldo quando il campo si riempì di spighe di grano che vendettero al mercato. Le vacche davano tanto latte che serviva loro a crescere i due figli oltre a fare i formaggi per loro e per barattarli con altre cose. Prima dell'inverno Maxiliù salutò la moglie ed il figlio per andare a trovare i suoi genitori che non vedeva da mesi e si incamminò verso il villaggio. Ma i genitori per il troppo dispiacere e per il rimorso di non aver trattato con equità tutti i figli erano morti. Andò a trovare il fratello Gianlù che ormai era diventato lo Schiavo di Karlù (era depresso e parlava poco) e poi lasciò definitivamente il villaggio lasciandosi alle spalle le gioie della sua povera giovinezza ed il ricordo dei suoi genitori a cui aveva voluto un bene dell'anima. Silvercost
Dai Lettori
di Redazione · aprile 2010

Leggi anche

Nessuno ha una buona opinione di un uomo che ha una bassa opinione di se stesso
giugno 2026
Il destino
giugno 2026
L'effetto Barnum. Perché a volte sembra che qualcuno "ci legga dentro"
maggio 2026