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Cultura

La coppa del mondo in pillole

di Redazione · maggio 2010

La coppa del mondo in pillole

Quanto è probabile indovinare il pronostico vincente della Coppa del Mondo? Abbastanza difficile sarebbe la risposta più giusta, anche se storicamente le squadre che si sono fregiate del titolo iridato sono effettivamente poche: Italia, Inghilterra, Germania e Francia per il continente europeo, Brasile, Argentina ed Uruguay per quello sudamericano. Effettivamente poche, anche in virtù del fatto che la Francia ha iscritto per la prima ed unica volta il suo nome nell'albo d'oro appena nel 1998 nell'edizione casalinga. Tuttavia, per capire chi alzerà la coppa più ambita del mondo sotto il cielo di Johannesburg sarà difficile, perché in un campionato del mondo di calcio concorrono una serie di fattori non trascurabili e difficilmente decifrabili per capire alla fine chi vincerà. Per la prima volta la Coppa del Mondo si gioca in Africa.

1930- La prima edizione della Coppa Rimet, nome derivante dal suo ideatore il francese Jules Rimet, si giocò sui terreni uruguayani e registrò una partecipazione europea abbastanza scarna, ad eccezione delle presenze di Jugoslavia, Belgio, Francia e Romania, che raggiunsero il Sud America dopo un lunghissimo viaggio in mare. La questione iridata si risolse in chiave assolutamente sudamericana tra le grandissime favorite della vigilia l'Uruguay e l'Argentina, divise da una rivalità secolare. La spuntano al Centenario di Montevideo in finale per 4-2 i padroni di casa, confermando una supremazia non casuale.

1934- La rassegna iridata sbarca per la prima volta in Europa e ad organizzare la manifestazione è proprio l'Italia. Gli azzurri di Vittorio Pozzo beneficiano anche di qualche aiutino arbitrale e raggiungono la finalissima, dove superano la resistenza della Cecoslovacchia, soltanto dopo i tempi supplementari. I ceki segnano per primi con Puc, poi pareggia l'oriundo Orsi e segna il gol della vittoria il bolognese Angelo Schiavio, tra i maggiori cannonieri italiani in assoluto. L'Italia del fascio è imbottita dei famosi oriundi, stranieri sudamericani con passaporto italiano.

1938- L'Italia trionfa per la seconda volta consecutiva, espugnando i terreni della vicina Francia. Stavolta la vittoria degli azzurri risulta più netta, nonostante il clima ostile dei francesi e degli altri tifosi, che non perdonano agli italiani il loro regime fascista. Tuttavia, la squadra di Pozzo è nettamente superiore e batte il Brasile in semifinale per 2-1 e per 4-2 l'Ungheria nella finale di Parigi. Sugli scudi due fantastici cannonieri azzurri, Giuseppe Meazza e Silvio Piola, idoli di un altro calcio.

1950- Dopo la pausa dettata dal dramma del secondo conflitto bellico, la Coppa Rimet torna a giocarsi nel 1950 in Brasile, con gli auriverdi di casa assoluti protagonisti e sicuri di vincere. Talmente sicuri da perdere clamorosamente in finale la Coppa. Al Maracanà di Rio de Janeiro nella grande finale il Brasile soccombe per 2-1 di fronte all'Uruguay. Segna per primo il Brasile con Friaca, poi Schiaffino e Ghiggia siglano il clamoroso sorpasso. In Brasile si registrano decine di morti per infarto e per il dispiacere dopo il passo falso del Maracanà.

1954- Anche nel 1954 il pronostico della finale, che pare scontato, viene poi clamorosamente sconfessato dal campo. La Grande Ungheria guidata dal leggendario colonnello Ferenc Puskas si fa sorprendere in finale dalla meno quotata Germania Ovest. Tra l'altro i tedeschi nel primo turno sono stati battuti dai magiari con un eloquente 8-3. L'Ungheria va addirittura in vantaggio di due gol. Ma Fritz Walter e Rahn operano l'inimmaginabile rimonta. I magiari accusano l'infortunio proprio di Puskas, i tedeschi si macchiano di un sospetto di doping, quasi ufficialmente confermato a distanza di anni.

1958- Finalmente in terra svedese trionfa la nazionale brasiliana. Da sempre candidata alla vittoria finale, ma con zero titoli in bacheca. Il Brasile trionfa con l'esplosione di Edson Arantes do Nascimento, universalmente conosciuto come Pelè. Gli auriverdi strapazzano i padroni di casa scandinavi per 5-2, con tripletta proprio di 'O rey. La Coppa del Mondo diventa sempre più anche un evento mediatico.

1962- Il Brasile ci prende gusto e vince anche l'edizione cilena del 1962. In verità una rassegna non proprio brillante dal punto di vista del gioco. Il Brasile trionfa anche senza l'infortunato Pelè, ma può contare sull'altro campionissimo, il mitico Garrincha, che trascina i suoi in finale. A Santiago del Cile la Cecoslovacchia passa anche in vantaggio con Masopoust, ma Amarildo, Zito e Vavà capovolgono il risultato. Fondamentale risulta comunque l'apporto di Mane Garrincha.

1966- Gli inventori del calcio non hanno mai vinto un Mondiale, anzi hanno sempre rimediato delle figure alquanto magre. Gli inglesi approfittano per cogliere il loro unico successo sui terreni di casa. La finalissima di Wembley oltretutto è molto discussa, a causa di un non-gol convalidato ad Hurst. L'Inghilterra trionfa in finale soltanto nei tempi supplementari battendo per 4-2 l'irriducibile Germania Ovest.

1970- Nel '70 in Messico la Coppa Rimet viene definitivamente assegnata al Brasile, prima squadra ad aggiudicarsi il campionato del mondo per tre volte. Il Brasile vince tutte le partite dalle qualificazioni fino alla finale dell'Azteca. La squadra auriverde schiera contemporaneamente 5 giocatori che nei loro rispettivi club indossano la maglia numero 10: Pelè, Rivelino, Tostao, Gerson e Jairzinho. La superiorità è netta anche per l'Italia di Valcareggi, che in finale soccombe per 4-1.

1974- Dopo venti anni la Germania Ovest concede il bis ed anche questa volta il successo arriva ai danni di una superfavorita, l'Olanda di Johann Cruyff. Anche i tedeschi vantano i loro fuoriclasse come Beckenbauer e Breitner. Nella finale di Monaco di Baviera gli olandesi passano per primi su calcio di rigore di Neeskens proprio al primo minuti, quindi impatta dagli undici metri Breitner e sigla il gol del definitivo sorpasso l'implacabile cannoniere Gerd Muller. L'Olanda che propone un calcio rivoluzionario non riesce a trionfare.

1978- Dopo Uruguay e Brasile, un'altra sudamericana trionfa alla Coppa del Mondo l'Argentina di Menotti e senza Maradona vince una discussa edizione del Mundial. Gli argentini trionfano in finale ancora sulla sfortunata Olanda per 3-1 dopo i tempi supplementari. Sul punteggio di 1-1, però, gli olandesi ad una manciata di secondi dal termine colgono il palo pieno con Rensebrink. Nel clima di dittatura militare i padroni di casa trionfano grazie alla vena realizzativa di Mario Kempes.

1982- L'Italia che non ti aspetti trionfa al Mundial di Spagna. La squadra di Enzo Bearzot, che secondo gli addetti ai lavori dovrebbe tornare a casa dopo il primo turno, invece mette in riga tutti a cominciare dall'Argentina e dal Brasile fino ad arrivare alla Germania Ovest in finale. Al Bernabeu i tedeschi sono piegati per 3-1. Il protagonista del Mondiale è Paolo Rossi, capocannoniere del torneo ed incubo dei brasiliani, a cui infila una sontuosa tripletta. Lo stesso Pablito ha poi scritto un libro autobiografico Ho fatto piangere il Brasile.

1986- Per la prima volta un Mondiale è vinto grazie all'abilità quasi di un solo giocatore. Probabilmente il più grande di tutti i tempi. Si chiama Diego Armando Maradona. Nei quarti di finale realizza uno dei gol più belli della storia contro l'Inghilterra. Si scarta quasi tutta la squadra britannica, compreso il portiere Shilton e poi fa gol. In finale gli argentini schiantano per 3-2 la Germania Ovest in una gara vibrante.

1990- L'Italia non riesce a primeggiare nella Coppa del Mondo disputata sui tanto discussi stadi di casa. La vittoria finale è ad appannaggio della Germania Ovest, che in finale supera di rigore l'Argentina, trascinata a fatica da Maradona. Il gol decisivo dal dischetto è del gregario Andy Brehme. L'Italia avrebbe potuto vincere senza problemi. Non bastano agli azzurri i gol della rivelazione Schillaci.

1994- Quello americano sarà ricordato come il Mondiale più brutto della storia. Del resto si insiste per impartire agli statunitensi le tradizioni del calcio, in una nazione in cui gli sport che vanno per la maggiore si giocano con le mani o tutto al più con le mazze da baseball o da hockey. Si giocano le partite ad orari improbabili ed infuocati, con temperature al limite del collasso, soltanto per favorire gli introiti televisivi. La finale la vince ai calci di rigore il Brasile ai danni dell'Italia di Sacchi. Gli italiani non sono mai stati troppo bravi nelle occasioni decisive dagli undici metri.

1998- La Francia si aggiudica la Coppa del Mondo, la prima della sua storia, sconfiggendo in finale nettamente per 3-0 allo Stade de France il Brasile, segnato dal caso Ronaldo. Il Fenomeno sarebbe sceso in campo in precarie condizioni fisiche sostenuto dalle cure dei medici. La Francia si rivela oltretutto più forte e guidata da un grande Zidane. I transalpini però contro l'Italia negli ottavi la spuntano soltanto ai calci di rigore.

2002- Il calcio diventa sempre più un fatto planetario e per la prima volta la Coppa del Mondo si gioca nel continente asiatico, ospitata dalla Corea del Sud e dal Giappone. Il Brasile si aggiudica il suo quinto titolo iridato, non tradendo il pronostico della vigilia. Gli auriverdi in finale battono la Germania per 2-0. Stavolta Ronaldo realizza la doppietta decisiva. Sorprendente terza si classifica la Turchia, seguita dalla Corea, però ampiamente favorita dagli arbitri.

2006- Come nel 1982 l'Italia vince il Mondiale, il quarto della sua storia, contro ogni pronostico. Gli uomini di Lippi vincono la sfida finale di Berlino ai calci di rigore contro la Francia. Materazzi risponde con gol di testa al vantaggio su rigore di Zidane. Vince il gruppo voluto da Lippi. Stratosferici Buffon, Cannavaro e Pirlo. In semifinale gli azzurri avevano eliminato la Germania, con gol decisivo di Grosso. È stato anche il suo Mondiale.