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Cultura

I 50 anni di Maradona, un mito autentico non solo per il calcio

di Redazione · novembre 2010

I 50 anni di Maradona, un mito autentico non solo per il calcio

Che cosa possiamo augurare a Diego Armando Maradona, senza ombra di dubbio il più grande calciatore di sempre, per il suo 50esimo compleanno? Cosa si può dire sulla sua vita e sulla sua carriera agonistica che non sia già stato detto nel corso di mezzo secolo di vita? Sicuramente il Pibe de Oro ha dato al calcio e allo sport in generale più di quanto lo stesso Dio pallone gli abbia restituito. Anzi lo stesso dorato ma poco limpido mondo del pallone a spicchi e di quanto lo gestiscono ormai da decenni con gerarchie malavitose e pieni interessi di business ha tolto a Dieguito quanto egli stesso meritava. Nato a Buenos Aires il 30 ottobre del 1960 da una famiglia poverissima, Maradona ha conquistato il mondo passando attraverso le maglie prestigiose e blasonate del piccolo Argentinos Juniors, del Boca Juniors, di cui è da sempre tifoso, del Barcelona e del Napoli, prima di consacrarsi sul tetto del mondo con la maglia della sua nazionale argentina. Nel 1986 a Città del Messico Maradona ha vinto una Coppa del Mondo si può dire quasi da solo, alla guida di una squadra dai non eccelsi valori tecnici ma esaltata dal suo valore assoluto, quasi supremo. In quella edizione del Mundial rimane impresso il gol alla nazionale inglese, dopo aver dribblato mezza squadra. Un gol che ha fatto un'epoca, anzi più di un'epoca, diventando un'icona del calcio mondiale.

L'altra consacrazione Diego l'ha ricevuta in quella che è considerata la sua seconda patria Napoli, dove ha scritto pagine memorabili del gioco del calcio e vissuto in simbiosi con la città partenopea un'esperienza probabilmente irripetibile in altre città. Se qualcuno non ha vissuto quei pomeriggi del San Paolo nel corso di 7 anni di autentiche magie si è perso tanto o il meglio del gioco del calcio. All'ombra del Vesuvio Maradona è diventato un Dio onnipotente, capace di risollevare una città dal suo torpore e dal suo senso di arretratezza cronica non soltanto calcistica. Maradona ha dato spettacolo per il suo calcio incredibile, bello, fantasioso e con giocate che a volte contrastavano con le stesse leggi della fisica, ma anche per lo spettacolo nello spettacolo che sapeva produrre. Maradona ha portato nel catino del San Paolo i ritmi ed i colori del suo Sudamerica.

È stato il più grande Diego senza dubbio dal punto di vista tecnico ed anche dei risultati. Le sue giocate sono risultate impareggiabili per chi ci è stato prima di lui e per chi ci sarà dopo. Nessuno arriverà a quanto ha fatto vedere Diego Armando Maradona, un mito in ogni angolo del pianeta. Eppure il Pibe de Oro è stato bistrattato da tanti, forse da troppi. Dalla stessa FIFA con Havelange e Blatter in testa, gelosi della sua popolarità, delle sue idee e dei loro soldi. Dei gerarchi fascisti a capo del gioco del calcio che gli hanno reso la vita difficile, spesso quasi impossibile, anche se Maradona ha dato al calcio moderno pressoché tutto. Farà pensare ovviamente il grande accanimento nei suoi confronti. Le squalifiche che gli ha inferto la FIFA, con la mano pesante per circostanze di doping mai del tutto verificate e per altro ancora. Basti pensare che il fisco italiano riscuote ancora delle gravose pendenze da Maradona, mentre per le stesse pene agli altri sudamericani ha condonato tutto o quasi.

Ma Diego rimarrà sempre Diego, nel bene e nel male, anche per scelte di vita infelici e spesso discutibili. Probabilmente con lui il calcio era e rimarrà un'altra cosa, un altro spettacolo godibile ed impedibile. Auguri Diego e grazie per 50 anni di calcio e di spettacolo di autentico valore.