Il Giro d'Italia 2011 avrà inizio da sabato 7 maggio a domenica 29 maggio. Questo giro sarà dedicato ai 150 anni dell'Unità d'Italia. Infatti le tappe toccheranno tutte le città storiche e più rappresentative del viaggio garibaldino. Saranno 21 giorni di gara, 1 giorno di riposo/trasferimento ed un giorno di riposo completo. Si attraverseranno 17 regioni italiane, ci sarà 1 tappa cronometro a squadre di 21,5Km; 1 cronometro individuale di 32,8Km; 7 tappe per velocisti; 1 tappa con strade bianche nella provincia di Siena ed arrivo ad Orvieto; 4 tappe di media montagna con un arrivo in salita; 6 tappe di alta montagna con 6 arrivi in salita: Montevergine di Mercogliano (7 tappa), Etna (9 tappa), Grossglockner (13 tappa), Zoncolan (14 tappa), Gardeccia (15 tappa), Macugnaga (19 tappa), Sestriere (20 tappa), Cima Coppi sul passo Giau. Inoltre altre montagne significative come: Crostis, Croce Carnico, Mauria, Fedaia Marmolada; Tonale; Aprica; Mottarone, Colle delle Finestre con il suo sterrato. Si partirà quindi da Torino con una crono a squadre, precisamente dalla spettacolare Reggia di Venaria Reale fino a Palazzo Reale al centro del capoluogo piemontese. La conclusione sarà a Milano/Piazza Duomo con una cronometro individuale.
Il Giro d'Italia storicamente è da considerarsi la seconda corsa a tappe più prestigiosa, dopo quella francese (la Grande Boucle), anche se tra gli anni quaranta e cinquanta, con i mitici duelli di Coppi e Bartali e durante gli anni settanta, il prestigio ed il numero dei grandi ciclisti iscritti, hanno portato il Giro ad una importanza pari a quella del Tour.
Il Giro è nato nel 1909, il 13 maggio a Milano, e si conclude sempre a Milano dopo 8 tappe per un totale di 2448Km, e fu vinto da Luigi Ganna.
Il luogo di partenza del Giro è sempre diverso, ma, quello di arrivo è quasi sempre a Milano (salve qualche eccezione) dove ha sede "La Gazzetta dello Sport", il quotidiano sportivo che organizza la corsa dalla sua nascita. Per questo motivo il leader della classifica generale indossa ogni giorno la "maglia rosa", lo stesso colore del quotidiano.
Il miglior scalatore indossa una "maglia verde", mentre il primo della classifica a punti indossa una "maglia rossa", o meglio, dal 2010 poiché sino ad allora era stata di colore ciclamino. Nel corso degli anni sono state messe in palio una "maglia nera" che contraddistingue l'ultimo in classifica, una per il miglior giovane la "maglia bianca", ed ancora negli ultimi anni la "maglia azzurra", la cosiddetta maglia dell'intergiro, un traguardo volante posto di solito a metà tappa.
Il Giro si svolge prevalentemente in Italia, ma spesso ci sono state partenze di tappe ed arrivi nei paesi confinanti. Il record delle vittorie si divide fra tre grandi ciclisti, tutti con 5 vittorie: Alfredo Binda che vinse tra il 1925 ed 1933; Fausto Coppi che vinse tra il 1940 ed il 1953; ed il belga Eddy Mercks che vinse tra il 1968 ed il 1974.
Il record di vittorie di tappa appartiene al grande Mario Cipollini, infatti nel 2003 ha superato il record di 41 vittorie che negli anni '30 apparteneva ad Alfredo Binda, comunque sempre a quest'ultimo appartengono le vittorie di tappe nella stessa edizione, 12 tappe su 15 nel 1927 e di vittorie di tappe consecutive, ben 8 nel 1929. Nella prima edizione del Giro si presentarono al "via" 127 partecipanti ed arrivarono in 49 con una media di 27,260Km/h. Il vincitore guadagnò 5325 lire, mentre l'ultimo 300 lire. Da quell'edizione iniziarono i primi sabotaggi, le prime strategie tra squadre come: Bianchi, Fiat, Legnano, Atala, Senior, Maino etc. Emergono nomi di grandi campioni come nella settima edizione (1919) Costante Girardengo, infatti quell'edizione fu denominata "Il Giro di Gira". La partecipazione per la prima volta in assoluto nella dodicesima edizione (1924) di una donna, Alfonsina Strada, una contadina Milanese che accusò enormi ritardi e fu costretta dagli organizzatori a ritirarsi, ma, nonostante i ritardi non era l'ultima in classifica.
Si affaccia sulla scena Alfredo Binda, tredicesima edizione (1925) che si aggiudica diverse edizioni e tappe a tal punto che nella diciottesima edizione (1930) gli organizzatori della gazzetta si accordarono con Colombo, titolare della Legnano, perché pagasse Binda con il corrispondente premio spettante al vincitore (22500 lire, una cifra per l'epoca) affinché non si iscrivesse al Giro. Nella ventitreesima edizione (1935) si rivelò la classe di un giovane corridore toscano di soli 21anni, Gino Bartali, che inizierà a dare del filo da torcere al vecchio Olmo. Le salite mitiche iniziano ad essere dominate da Bartali finché nella ventottesima edizione (1940) dalla squadra dello stesso Bartali, esce la figura di Fausto Coppi. Esplode così la rivalità Coppi – Bartali. Nella trentaduesima edizione (1949) c'è l'anno della consacrazione di Coppi: "un uomo solo al comando", con una mitica fuga di 190Km dando 12 minuti a Bartali, i cui sostenitori dissero che era stato avvelenato da una borraccia offertagli dai "coppiani". Nella trentaseiesima edizione (1953) Coppi stravince sullo Stelvio e vince nello stesso anno il mondiale e mentre indossa la maglia iridata, spunta nella vita del campione Giulia Occhini, "La Dama Bianca", per la quale Coppi lascerà la moglie Bruna e la figlia Marina. Continuerà così la contrapposizione con Coppi l'adultero, il bigamo, con Bartali il pio, che prima di ogni gara si recava in chiesa.
I successi continuano con affianco un'altra figura ciclistica come Magni, fino ad arrivare alla quarantatreesima edizione (1960) anno della morte di Coppi, ed il giro va ad Anquetil grande crono man, che proprio in una tappa a cronometro a Sorrento, viene battuto da un giovane tanto sconosciuto quanto di classe, "Romeo Venturelli", una vera meteora, poiché il giorno dopo, vittima di celebrazioni notturne, scomparve dal giro e dal ciclismo. Nella cinquantesima edizione (1967) emerge Gimondi, ma anche Eddy Mercks, soprannominato "il cannibale, e Giovanni Motta. Nella cinquantunesima edizione (1968) emerge Giuseppe Saronni ed inizia il dualismo Saronni – Moser. Nella sessantatreesima edizione (1980) dalla Francia arriva Bernard Hinault, "il tasso" scalatore di potenza. Affiorano ancora campioni come Franco Chioccioli, Visentini, Bontermpi, Lemond, Roche, Hampsten, Fignon, fino ad arrivare nella sessantatreesima edizione (1990), con Gianni Bugno, Chiappucci, alla sessantacinquesima edizione (1992) con Miguel Indurain, fino alla sessantasettesima edizione (1994) vinta da Berzin, quando affiorano altri campioni come Pantani, Cipollini, Rominger, Tonkov. Nell'ottantunesima edizione (1998) esplode Pantani e l'edizione successiva segna la vittoria di Gotti ed i controlli antidoping che marcano la vita di Pantani ed in seguito di tanti altri campioni.
Sale alla ribalta Garzelli, Casagrande, Cunego, Savoldelli, Petacchi, Basso, Di Luca, fino ad arrivare alla novantatreesima edizione (2010) con la vittoria di Ivan Basso.
La novantaquattresima edizione chissà quali sorprese ci riserverà! Insomma, tanti nomi, di cui molti non citati, tanti campioni che con la loro passione e soprattutto con le loro storie, rendono il Giro d'Italia affascinante ed intrigante, una grande "Carovana Rosa" che ha sempre il potere di emozionare ad ogni suo passaggio.




