Parlando personalmente, come appassionato guardo i film e le serie televisive di fantascienza non solo per vedere le battaglie di astronavi, o i duelli a colpi di pistole e spade laser, ma anche per vedere la visione del futuro che presentano, per vedere cosa hanno indovinato e cosa hanno sbagliato.
Nel corso dei decenni passati, prima dell' avvento del cinema, molti scrittori si sono cimentati nella difficile arte di prevedere il futuro: sarà interessante vedere brevemente cosa hanno sbagliato e cosa hanno indovinato.
Uno dei primi romanzi ambientati nel futuro fu pubblicato in Inghilterra addirittura nel 1763, ma la civiltà del ventesimo secolo era raffigurata in modo esattamente identico a quella del diciottesimo: infatti all'epoca non era concepibile un futuro diverso dal presente e tanto meno un futuro tecnologico. Poi il secolo seguente fu tanto pieno di invenzioni (il cinematografo, la dinamite, il telefono, la lampadina, il motore a scoppio, per nominarne solo alcune) che cominciarono a far sorgere l'idea di un futuro dove la tecnologia avrebbe dominato.
Il primo vero libro che cercava di prevedere un futuro tecnologico apparve nel 1901, ancora in Inghilterra, e fu firmato da Herbert George Wells, il noto autore di La guerra dei mondi e La macchina del tempo (da entrambi i romanzi sono stati tratti diversi film): si intitolava Anticipazioni dell'impatto del progresso scientifico e tecnologico sulla vita e sul pensiero umani. La sua previsione più azzeccata fu quella che l'automobile avrebbe reso necessaria la costruzione di enormi autostrade e ridotto i tempi dei trasporti. Invece decisamente sbagliata fu la previsione che nel 2000 Londra avrebbe avuto venti milioni di abitanti e New York quaranta. La società sarebbe stata divisa in quattro classi: ricchi, studiosi, operai e disoccupati, questi ultimi in rapida crescita a causa dell'automazione. La previsione peggiore fu quella che nessun sottomarino sarebbe mai stato costruito e che sarebbero occorsi decenni per la costruzione di un aeroplano (i sottomarini divennero d'uso comune durante la I Guerra Mondiale, mentre il primo aereo volò nel 1903). La prima collana specializzata in libri sul futuro apparve nel 1923, contemporaneamente negli Stati Uniti e in Inghilterra. In uno di questi il biologo J.B.S. Haldane previde che il progresso della medicina avrebbe debellato le malattie infettive e che la produzione mondiale di cibo si sarebbe moltiplicata. Molto più inquietante fu l'affermazione che la contraccezione, le droghe psichedeliche e la gestazione di bambini "in vitro" avrebbero rivoluzionato la società umana. Poi arrivarono le riviste di fantascienza. La prima apparve negli Stati Uniti nel 1926 intitolata Amazing Stories; poi uscì nel 1930 Astounding Stories. Sebbene tali riviste fossero piene di guerrieri marziani che invadevano la Terra o di duri avventurieri americani che avanzavano tra le giungle paludose del pianeta Venere, cercavano anche di prevedere il futuro. Molte previsioni sono state sbagliate, ma alcune sono state azzeccate: la televisione, le automobili veloci e le autostrade asfaltate, gli aerei supersonici, le case climatizzate, gli uomini sulla luna e non ultimo la capacità dell'uomo di autodistruggersi. In poche parole come viviamo noi oggi era predetto in queste riviste già negli anni '30 e '40.
Le copertine di queste riviste erano e sono, agli occhi di un appassionato, meravigliose nel rappresentare per lo più fantastici viaggi spaziali con le più strane astronavi e fantastici mondi alieni.
Per dare un'idea del tipo di previsioni che venivano pubblicate, è sufficiente dire che la "bomba atomica" era già considerata obsoleta negli anni '30 (lo stesso termine "bomba atomica" era stato inventato nel 1914 da Wells). Nel 1944, in pieno Progetto Manhattan (quello che ha dato origine alla bomba atomica), gli agenti dell'FBI furono costretti a irrompere nella redazione di Astounding Stories per vietare la stampa di altre notizie imbarazzanti sull'argomento.




