La previsione "scientifica" del futuro, denominata futurologia, iniziò il suo cammino poco dopo la seconda guerra mondiale negli Stati Uniti. All'epoca, i primi calcolatori elettronici resero possibile effettuare previsioni su basi matematiche e non più intuitive. La necessità di fare previsioni per il futuro era incentivata dal Governo Americano allo scopo di capire se fosse stato conveniente, ad esempio, lo sviluppo del motore a reazione per gli aerei, o lo sviluppo della tecnologia missilistica.
La futurologia divenne così una disciplina che fa congetture su quali diverse sorte di cose potrebbero accadere nell'avvenire, cioè una schiera di possibili fenomeni o eventi futuri.
In Italia tale disciplina era totalmente ignota ancora negli anni '60: su un dizionario il termine era addirittura trattato con ironia. Eppure negli Stati Uniti c'erano fior di scienziati che se ne occupavano, spesso facendo correre fantasie senza freni, spesso coi piedi di piombo.
Il primo libro scritto da un ricercatore indipendente usando le nuove tecniche fu addirittura di un premio Nobel per la fisica, Sir George Thomson, che uscì nel 1955. Egli previde che la popolazione mondiale sarebbe salita fino a 8 miliardi entro il 2050, e che per sfamare questa gente sarebbe stata indispensabile una "Rivoluzione verde" come quella in realtà verificatasi negli anni '70. Previde con successo anche la scarsità di petrolio, e fu il primo a parlare di uno sfruttamento su scala sia dell'energia solare che della fusione termonucleare. Un altro libro di Arthur C. Clarke esaminò per primo le nuove possibilità offerte dal volo spaziale, concludendo che il lancio di satelliti artificiali e la costruzione di basi lunari erano inevitabili.
Comunque, fino agli anni '60 l'atteggiamento verso la scienza e il progresso fu sostanzialmente ottimistico o entusiasta, ma dopo uscirono i primi volumi "catastrofici", che temevano il futuro e prevedevano una possibile autodistruzione della razza umana. I loro autori erano dominati da una incontenibile paura della tecnologia e delle sue capacità "deumanizzanti". Il filosofo Lewis Mumford descriveva il nostro secolo in una maniera tale da scoraggiare qualsiasi fiducia nel futuro: i bambini sarebbero stati non solo tutti concepiti artificialmente, ma anche allevati senza utero materno da macchine automatiche che li avrebbero educati e cresciuti senza alcun contatto umano. I loro cervelli e i loro sogni sarebbero stati analizzati da calcolatori che avrebbero corretto qualsiasi anomalia di personalità, fornendo contemporaneamente l'istruzione di cui avevano bisogno. Ogni aspetto dalla vita sarebbe stato controllato da potenti calcolatori centrali: non solo tutte le attività produttive, agricole ed industriali sarebbero state svolte da macchine automatiche, ma anche ogni singola faccenda della vita domestica sarebbe stata svolta da macchine a controllo centralizzato. Tali calcolatori avrebbero anche preso tutte le decisioni politiche e sociali. Una somministrazione di droghe avrebbe fornito ad ogni essere umano la sensazione di essere vivo. Mediante il trapianto di organi questa pseudo-vita sarebbe stata prolungata fino a due secoli, e finalmente gli uomini sarebbero morti, senza essersi resi conto, neanche per un istante, di essere stati vivi.
Sulla stessa scia, già negli anni '50 divenne opinione quasi unanime che lo scoppio di una guerra nucleare fosse alle porte, tanto che nel 1961 Bertrand Russell affermò in un suo libro "È impossibile sapere se la razza umana durerà tanto a lungo da veder pubblicate queste righe". Come oggi sappiamo, non accadde nulla.
Una delle tematiche preferite dai catastrofisti è stata quella dell' "esaurimento delle risorse", che, accoppiato alla crescita demografica, avrebbe dovuto provocare miseria e carestie. A questo riguardo nel 1972 si prevedeva che le riserve mondiali di oro si sarebbero esaurite dopo nove anni, quelle di mercurio e argento dopo 13, quelle di stagno dopo 15, di petrolio dopo 20 e di metano dopo 22.
Uno degli ambientalisti più influenti d'America, Paul Ehrlich, scrisse nel 1969 un articolo intitolato "Eco-Catastrophe": in esso un uomo del futuro raccontava ciò che era accaduto alla terra. Egli diceva: "Le scorte d'acqua si deteriorarono rapidamente. I casi di epatite e di dissenteria aumentarono del 500% fra il 1970 e il 1974... L'anno 1973 vide i disastri dello smog di New York e Los Angeles, e improvvisamente i nostri cittadini ebbero di fronte più di 200.000 cadaveri... Entro il settembre 1979, tutta la vita marina animale si era estinta..." La fantascienza è stata spesso presa in giro per il suo eccesso di ottimismo tecnologico. Altro che ottimismo!
Molti catastrofisti hanno affermato che il futuro dell'Uomo non potrà essere assicurato se non si diventerà tutti "ambientalisti" per quanto riguarda l'uso dell'energia. Ma anche le previsioni sullo sviluppo delle energie alternative non hanno avuto molto successo. Ad esempio, a metà degli anni '50 si affermava che l'energia solare si sarebbe sviluppata molto più rapidamente e sarebbe stata più conveniente del nucleare. Nulla del genere si è verificato. L'errore di molti ambientalisti è quello di credere che i numerosi progetti di centrali solari e mulini a vento domestici possano passare direttamente dalla teoria alla pratica senza prima valutarne la realizzabilità concreta e la convenienza economica.
Cominciò anche a nascere l'idea dei "bei tempi andati", dove si pensava che si vivesse "a misura d'uomo". Ma si dimenticava che in passato la stragrande maggioranza della popolazione terrestre era composta da schiavi, o da lavoratori in semischiavitù: basti riflettere solo a come vivevano o lavoravano ancora i nostri nonni per far decidere che il progresso dopo tutto ha portato i suoi vantaggi.
Perché proprio dal 1970 circa in poi si diffuse l'idea che il futuro sarebbe stato un inferno? Perché a quell'epoca, con l'avvicinarsi dell'anno 2000, vide l'inizio di una nuova ondata di millenarismo apocalittico, simile a molte altre nella storia. Il fatto che alcuni disastri di portata limitata, come l'incendio della centrale nucleare di Cernobyl, si siano verificati davvero (non, però, siccità, epidemie o carestie apocalittiche) ha portato al millenarismo nuovi proseliti. In realtà, è probabile che l'attuale ostilità verso il mondo moderno e futuro scomparirà quando verranno raggiunte nuove conquiste in grado di migliorare la vita rispetto ad oggi quanto la nostra rispetto ai tempi degli schiavi.
Fonte del materiale: www.fabiofeminofantascience.org/




