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Cultura

La Futurologia - Il futuro visto dal passato

di Redazione · aprile 2013

La Futurologia - Il futuro visto dal passato

Nella prima parte dell'articolo sulla Futurologia abbiamo visto che essa è una disciplina che cerca di prevedere il futuro, ed in particolare abbiamo trattato di previsioni per lo più catastrofiche che, meno male per noi, non si sono avverate. Tuttavia molte previsioni sono fallite per il motivo opposto: erano eccessivamente fiduciose nel progresso.

Le previsioni che oggi sembrano più incredibili sono quelle che descrivevano un futuro dominato dall'energia nucleare in ogni settore, dall'industria ai trasporti, fino all'ambito domestico. Si pensava addirittura nel 1955 che in futuro ci sarebbero stati lampadine, ferri da stiro, tostapane, automobili, lavatrici, e radio atomici. Queste affermazioni sembrarono perfino avallate da progetti concreti dell'epoca di università e di industrie.

Nel 1967 un libro conteneva cento previsioni di innovazioni tecnologiche per l'anno 2000. Fra queste, negozi automatizzati, colonie sottomarine, basi lunari e orbitanti, controllo del clima, scavi sotterranei con bombe nucleari, ibernazione, collegamento diretto fra cervello e computer, lavori domestici automatizzati, televisione a tre dimensioni (l'unica previsione che si sta avverando oggi), cibi sintetici, lune artificiali per illuminare la Terra di notte. Altre profezie, definite "con minori probabilità di realizzarsi" includevano intelligenze artificiali, fusione nucleare controllata, nascita fuori dal corpo umano, vita media oltre i cento anni, trapianto di branchie nei mammiferi per respirare sott'acqua: ben 1433 scienziati e ingegneri, interpellati nel maggio 1968 si dichiararono pienamente d'accordo.

Nel 1937 fu chiesto all'Accademia Nazionale delle Scienze Americana di predire i progressi scientifici imminenti. Essi anticiparono cose come la gomma e la benzina sintetiche, e anche cambiamenti significativi nell'agricoltura. Ma per quanto riguarda le nuove tecnologie e le industrie realmente grandi, l'energia nucleare, gli antibiotici, gli aerei a reazione, e anche computer, cose che sarebbero apparse da lì a pochi anni, fecero un fiasco totale. Il culmine dell'idiozia lo raggiunsero le stesse industrie, come la Daimler-Benz, affermando che non era possibile vendere più di 1000 auto in Europa...perché non c'erano più di 1000 autisti. Allo stesso modo, visto che nel 1956 c'erano solamente 1000 computer negli Stati Uniti, la RCA previde che sarebbero divenuti 30.000 nel 1966, 150.000 nel 1985 e "addirittura" 220.000 alla fine del secolo.

Ma i futurologi hanno al loro attivo anche previsioni azzeccate. Un esempio assolutamente impressionante è quello contenuto nel libro di Encounters with the Future del 1982. Esso diceva: "Il più importante cambiamento politico dei prossimi vent'anni sarà la riunificazione della Germania. Aspettatevela. Il processo è già cominciato. Il primo passo sarà una politica che permetta alla gente di entrambi i Paesi di attraversare liberamente i confini e visitare i loro parenti, poi l'abbattimento del muro di Berlino (che avvenne nel 1989) sarà seguito da un allentamento delle barriere commerciali tra i due. Il passo finale verrà quando le truppe sovietiche cominceranno a lasciare la Germania Est".

Com'è possibile ottenere previsioni simili? Spesso è sufficiente tenersi informati e mostrare un po' di buon senso. Per tenersi informati, i "futurologi" consigliano di leggere semplicemente i giornali, su cui dei trafiletti apparentemente insignificanti possono essere in realtà rivelatori di profondi mutamenti.

Altri procedimenti sono più sofisticati, come la "tecnica Delphi" che trae il nome dal famoso oracolo greco, inventata alla fine degli anni '50 da due ricercatori. In questo procedimento, da venti a un centinaio di esperti sono invitati a rispondere a una serie di domande specifiche sul futuro. Agli esperti si chiede di rispondere anonimamente, di solito per posta, facendo le loro previsioni e i loro commenti sul perché abbiano fatto tali previsioni. Le predizioni della prima tornata e i commenti sono raccolti e rispediti a tutti i partecipanti che, dopo averci riflettuto sopra, devono rispondere di nuovo. Ogni persona è libera di modificare la propria predizione originale o di continuare a sostenerla. Il processo è ripetuto alcune volte, in modo che alla tornata finale si arrivi a qualcosa di simile ad un consenso collettivo. La chiave del processo è che gli esperti sono tenuti separati e anonimi, il che teoricamente previene l'essere influenzati.

Un altro metodo di previsione, il più semplice, è quello di estrapolare il corso degli eventi. Ad esempio, se nella preistoria un uomo a piedi poteva camminare a una velocità di cinque chilometri l'ora; se 4000 anni fa si poteva cavalcare a una velocità di circa cinquanta chilometri l'ora; se nell'Ottocento le navi raggiungevano quasi i sessanta chilometri l'ora e nel 1905 una locomotiva raggiunse i duecento; se la velocità del suono fu raggiunta nel 1947, basandosi su questi dati ed usando semplici metodi matematici e statistici, l'Aviazione americana fu in grado di predire nel 1953 che il primo oggetto in grado di avere una velocità sufficiente a diventare un satellite artificiale sarebbe stato lanciato nel 1957. Ed infatti proprio nel 1957 venne lanciato il primo satellite artificiale, lo Sputnik.

Ma le estrapolazioni possono essere fuorvianti, giungendo a conclusioni assurde. Seguendo questo metodo, infatti, uno scrittore di fantascienza predisse addirittura che la velocità della luce sarebbe stata raggiunta o superata entro il 1982!

C'è poi un caso particolare, quella che si chiama "previsione normativa". A volte si può anche fare in modo che il futuro si avveri. Quando il progetto Apollo fece atterrare due americani sulla Luna accadde perché ciò era stato fatto accadere, era stato inventato dal presidente americano John Fitzgerald Kennedy. Kennedy con i suoi immensi poteri era stato in grado di mobilitare uomini e risorse tali da rendere possibile quello sbarco.

Ma queste metodologie, pur essendo ottime per offrire nebulose immagini di ciò che potrebbe accadere, non dicono affatto cosa accadrà. Il guaio è che ci possono essere tanti scenari prevedibili per il futuro, ma uno solo d'essi ovviamente si realizzerà. Inoltre le previsioni del futuro, ottimiste o pessimiste che siano, possono essere sconvolte da eventi imprevedibili: catastrofi naturali o sconvolgimenti politici, sociali ed economici.

Quindi, allora, nonostante sia così difficile prevedere il futuro a causa di tali eventi imprevedibili, perché si continua a farlo? Perché la Futurologia continua a prosperare? La ragione è che si spera sempre in un futuro migliore di quanto possa essere la vita attuale: il desiderio del nostro cuore di un domani migliore ci spinge a desiderare un futuro migliore.