Fin da quando ero bambino lo spazio e la Fantascienza mi hanno sempre attirato perché quello che mi è sempre piaciuto è vedere come possano essere fatti pianeti e stelle lontani, oltre a strani mondi alieni ed immaginarie astronavi. Mentre oggi è il cinema e la televisione a mostrarci come possano essere questi mondi alieni, una volta sono state le illustrazioni dei libri e delle riviste a farci vedere questi mondi lontani.
Le opere di questi che possiamo definire veri e propri "Artisti spaziali" hanno contribuito ad avvicinare generazioni di giovani alla non solo alla Fantascienza, ma anche allo studio dell'Astronomia.
Fin dagli inizi del ventesimo secolo numerosi pittori e illustratori hanno cominciato a raffigurare scene astronomiche che non è possibile riprendere dai telescopi, quali potrebbero apparire a degli ipotetici viaggiatori spaziali. Per esempio, scene di un pianeta visto da uno dei suoi satelliti, o del paesaggio di un pianeta visto da un osservatore posto sulla sua superficie. Ci sono poi anche raffigurazioni di viaggi spaziali, astronavi, stazioni orbitali, sia partorite dalla fantasia dell'artista, sia basate su progetti concreti.
Comunque, non pensiate che fare tali raffigurazioni spaziali sia facile, tanto "è tutta fantasia". Infatti è essenziale conoscere profondamente la prospettiva se si vuole produrre un'illustrazione che sembri realistica: bisogna far sembrare reali cose grosse, lontane e tridimensionali. Bisogna sapere quando apparirà grande un pianeta lontano visto dalla superficie di uno dei suoi satelliti, e questo potrebbe portare anche a fare complicati calcoli matematici. Bisogna sapere che angolazione devono avere le ombre per far sembrare veri degli oggetti spaziali. E per non parlare di come bisogna disegnare delle astronavi che possano sembrare vere, e non il giocattolino di un bambino.
Tra i primi "artisti spaziali" ci furono proprio gli astronomi che, logicamente, quando non c'era ancora la fotografia, disegnavano ciò che vedevano nei telescopi per mostrarlo al vasto pubblico. Infatti lo stesso Galileo Galilei, tra gli inventori del cannocchiale, disegnava ciò che osservava.
Uno dei primi artisti spaziali fu l'Abate Theophile Moreaux (1867-1954), direttore dell'Osservatorio di Bourges in Francia, che scrisse e illustrò Splendour of the Heavens (Splendore dei cieli) nel 1923. Un altro francese, Lucien Rudaux (1874-1947) fu l'autore nel 1937 di quello che si può definire il primo vero libro di arte spaziale: Sur les Autres Mondes (Su altri mondi), seguito dall'Enciclopédie Larousse de l'astronomie (Enciclopedia Larousse dell'Astronomia) del 1948. Rudaux iniziò la carriera come illustratore professionista ma finì per diventare un vero astronomo. Le illustrazioni del suo libro Sur les Autres Mondes sono però quasi tutte in bianco nero perché all'epoca le tavole a colori erano molto rare: alcune di queste rare a colori sono mostrate in queste pagine.
La sua esperta conoscenza della prospettiva (come dicevamo prima) aggiunse realismo ai suoi ritratti degli anelli di Saturno, di Giove e Saturno nei cieli dei rispettivi satelliti, e di altre illustrazioni. Rudaux raggiunse il vasto pubblico attraverso i giornali non solo in Francia ma anche in altri paesi. Per oltre un decennio, diede campo libero alla sua immaginazione in una serie di supplementi domenicali a colori per The American Weekly. Illustrò vividamente anche argomenti meno tecnici, come la fine del mondo, la vita su altri pianeti, e sistemi solari esotici.
Un giovane architetto di nome Chesley Bonestell fu grandemente impressionato dalla sua opera, e finì per diventare il maggior artista spaziale del suo tempo. L'influenza di Rudaux appare in molti dei suoi paesaggi planetari. Per i suoi meriti gli fu infine conferita nientemeno che la Legion d'Onore, la massima onorificenza civile francese. Un cratere su Marte porta oggi il suo nome.
a cura di Vincenzo De Angelis fonte del materiale: www.fabiofeminofantascience.org




