Chi non vorrebbe fare un viaggio fino a Xian, per ammirare l'incredibile Esercito di terracotta, ritrovato dopo oltre 2.100 anni ancora a guardia della tomba dell'imperatore Qin Shi Huang? Si tratta di una delle più importanti attrazioni della Cina che però paga lo scotto di trovarsi ad oltre 11-12 ore di volo dall'Italia (più volo interno). Dal 13 novembre fino al marzo 2014, oltre un centinaio statue originali rimarranno esposte nella capitale della Spagna presso il Fernan Gomez Centro Cultural de la Villa. Veramente un evento imperdibile.
La mostra offre ai visitatori la possibilità di vedere ben 150 statue, di cui 90 guerrieri, (il più consistente gruppo di guerrieri mai uscito dal sito di Xian), conoscere il processo archeologico che ha portato alla loro scoperta, e comprendere la vita nella Cina imperiale del periodo. Foto panoramiche e diorami daranno l'illusione di trovarsi a Xian, con una sezione della sala a scala 1:1. Durante la visita, un'illuminazione speciale e un film documentario di 50 minuti, racconterà l'affascinante storia della scoperta da parte di alcuni contadini cinesi e spingerà i visitatori ad intraprendere un incredibile viaggio attraverso il tempo. La mostra resterà aperta dal 13 novembre 2013 al 2 Marzo 2014, rimanendo chiusa unicamente nelle giornate di lunedì.
Nel 1987 il mausoleo dell'imperatore Qin Shi Huangdi, di cui l'esercito di terracotta fa parte, è stato inserito nell'elenco dei Patrimoni dell'umanità dell'UNESCO. Qin Shihuang fu il primo imperatore ad unificare la Cina, adottando poi una serie di misure per promuovere lo sviluppo della società, dell'economia e della cultura, e per prevenire le aggressioni delle minoranze della Cina settentrionale, egli costruì la Grande Muraglia come mezzo di difesa dai nemici. Queste misure fecero di lui un famoso uomo politico nella storia cinese. Subito dopo aver unificato il paese, l'imperatore Qin Shihuang iniziò a costruire la sua tomba, a cui lavorarono circa 700.000 uomini provenienti da tutto il paese per circa 40 anni, tuttavia alla sua morte, questa non era ancora stata terminata.




