Nel 1974, durante dei lavori di scavo a Xian condotti da contadini, a circa 1500 metri dal tumulo imperiale, venne alla luce il mondo sotterraneo di Qin Shi Huang, imperatore della Cina dal 246 al 221 a. C. Furono ritrovate circa 6000 statue in terracotta raffiguranti i guerrieri dell'esercito imperiale, ognuno diverso da un altro, realizzati con impressionante realismo (immortalati con le eventuali deformazioni o mutilazioni che possedevano i modelli originali in vita). Si tratta di statue alte da 1,75 a 1,95 metri (stranamente troppo alte per raffigurare personaggi cinesi), piene dalla vita in giù, vuote internamente dalla vita in su, probabilmente per dar loro maggiore equilibrio e farle così rimanere in piedi senza problemi. Sono presenti anche arcieri e circa 100 carri trainati da 400 cavalli (4 cavalli per ogni carro). I guerrieri erano armati con lance in legno e bronzo. La parte in legno è andata perduta, per via della deperibilità di questo materiale, ma le punte in bronzo vennero trovate dagli archeologi ai piedi delle statue durante i lavori di scavo.
Quest'esercito che per molti rappresenta l'Ottava meraviglia del mondo, è una fedele replica dall'armata che aveva unificato la Cina. Le statue colpiscono inoltre per il loro realismo e nei particolari: la tecnica usata per realizzarli consisteva nel compattare cerchi di argilla in modo da creare un tubo (il torace) e completate con l'aggiunta di gambe e braccio. La struttura poi, veniva ricoperta di blocchetti di argilla per creare le uniformi e decorata successivamente.




