Salvatore Russo non è nuovo al mondo dell'editoria, ha già pubblicato con Rodolfo Izzo, un libro dedicato alle storie e i personaggi della marina Piccola di Sorrento e altre poesie. In questa quarta pubblicazione scrive poesie dedicate all'amicizia, intesa nell'accezione più ampia del termine, una persona, un animale, una barca, come sottolinea l'autore nell'intervista che ci concede. Viene da chiedersi come mai una vita di lavoro vissuta in e per un mondo razionale, si sviluppa e prosegue per nuove rotte con tre volumi, circa 200 poesie. In realtà non si tratta di cose nuove, ma è la passione di sempre, una sensibilità resa più acuta dalla perdita del giovane figlio. I figli non dovrebbero mai premorire ai genitori, e Salvatore indossa un cilicio, come quello dei penitenti medievali, invisibile che però gli fa brillare gli occhi ogni volta che se ne parla.
"Le poesie nel libro sono disposte in piccoli capitoli dal titolo: agli amici, alla mia terra, a chi medita, a chi crede, a mio nipote e naturalmente a mio figlio. 87 pagine che si leggono tutte di un fiato, in vernacolo, con presentazione di Nino Cuomo, la stampa a cura del CENTRO DI STUDI E RICERCHE BARTOLOMMEO CAPASSO, ma cosa importante il ricavato dalla vendita va alla associazione GIOIA DI VIVERE, che si occupa di bambini malati", dice Salvatore Russo.
Quando gli chiedo di leggermi una poesia, per dare anche voce ad uno scritto, lui sceglie:
'A FELICITA'
È na bella parola, / Ma 'a truove sulamente / Dinto 'e suonne; / Te fa piacere / Quanno t'accumpare, / Te fa apparè cchiù allera / Chesta vita, / Ma 'a truove sulamente / Dinto 'e suonne, / T'illude… / 'nu poco t'accuntenta, / Ma doppo a 'nu mumento te lassa… E se ne va.
di Salvatore Russo




