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Cultura

Gragnano: Dalla Valle dei Molini alla Città della Pasta

di Redazione · febbraio 2014

Gragnano: Dalla Valle dei Molini alla Città della Pasta

Straordinario volume ricco e complesso, con valenze storiche, architettoniche e urbanistiche, tutt'altro che locali e campanilistiche, la sua storia parte dal ritrovamento di una pianta settecentesca dei luoghi, con meticolosa segnalazione dei vari molini attivi e soprattutto delle canalizzazione delle acque che azionavano le macine. Vista dall'alto, oggi, la città ci appare come squarciata dal vallone poco frequentato e affidato all'incuria, mentre la pianta antica ci parla di una valle che forniva energia e sviluppo, in termini di economia odierna la possiamo paragonare ad un pozzo petrolifero inesauribile.

Ma retorica a parte, la risalita filologica porta alla spiegazione di strutture o ruderi di essi ancora visibili, toponimi e viabilità, complessi conventuali e centri obliterati, il tutto corredato da immagini storiche inedite attinte da ben sei archivi privati che corredano e completano il saggio, ecco perché ci sono voluti ben quattro anni per la pubblicazione.

Il taglio locale dello studio e superato da considerazioni forse non messe ben in luce, vale a dire da medievali corrispondenze con la costa Amalfitana, quella repubblica di Amalfi, oggi geopoliticamente distante, ma allora un tutt'uno. Ricordiamo che il castello di Lettere era la retroguardia difensiva dello stato amalfitano, l'industriosa valle delle Ferriere come la Florida valle di Gragnano, per il corso d'acqua e per la selvicoltura.

Non ha caso citiamo un bellissimo parallelismo artistico tra la chiesa di Santa Lucia a Massaquano e la tomba Rufolo Coppola nella cripta del duomo di San Lorenzo a Scala, ove un episodio dei Vangeli apocrifi viene nel primo caso affrescato e nel secondo reso in bassorilievo. Quello che oggi viene chiamato il sentiero degli dei era un tempo strada di normale comunicazione.

Inoltre, possiamo dire ancora che il volume va inquadrato in una più vasta operazione di rinascita della città, un ribadire e un riappropriarsi della propria identità di città operosa, in occasione del conferimento del marchio IGP alla pasta di Gragnano, il presidente Di Martino parla ai giornalisti internazionali convenuti di "posto unico con marchio protetto sia per il vino che per la pasta", e della lunga tradizione, sottolineando che si fa pasta da cinquecento anni ed oggi la si esporta in tutto il mondo.

Lucio Esposito