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Cultura

Mario Sironi: pittura grande decorazione illustrazione

di Redazione · marzo 2014

Mario Sironi: pittura grande decorazione illustrazione

Le opere esposte sono ottanta e provengono in parte dalla collezione di Andrea Sironi Straußwald, in parte da quella della Galleria Cinquantasei e da privati. L'obiettivo è di valorizzare la versatilità dell'artista e il titolo della rassegna, "Mario Sironi: pittura - grande decorazione - illustrazione", anticipa le tre sezioni in cui è suddivisa la mostra, corrispondenti ai suoi principali interessi artistici: Pittura (dagli anni Venti al 1961), Grande Decorazione (dal 1934 al 1938) e Illustrazione (dal 1915 al 1925).

Sironi nasce in Sardegna, ma studia a Roma e si avvicina al Divisionismo; nel 1914 si trasferisce a Milano e aderisce al Futurismo, subendo anche il fascino della pittura metafisica. Il 1922 vede la sua partecipazione al "Novecento", cenacolo che unisce artisti eterogenei, ma accomunati dalla volontà di reagire al rovesciamento dei canoni artistici tradizionali promosso dalle avanguardie di inizio secolo e di ripristinare il figurativismo tradizionale, puntando sulla forma e sul volume. Gli interessi di questo movimento si inseriscono nel clima di "Ritorno all'ordine", cioè all'arte tradizionale, affermatosi in Europa dopo la Prima Guerra Mondiale, e convergono in particolare con le aspirazioni del regime fascista ad un'arte neoclassica che contribuisca a creare consenso, ad educare all'ideologia ufficiale, che non sia sperimentale.

A partire dagli anni Trenta Sironi, uno dei favoriti del Duce, è ingaggiato insieme ad altri artisti per realizzare grandi pitture murali e opere monumentali evidentemente celebrative del regime, dedicandosi anche alla grafica, alla scenografia, all'architettura, ma tale carriera è destinata a terminare quando il fascismo crolla. Il salto è notevole: da progetti grandiosi passa alla pittura da cavalletto ed espone principalmente all'estero.

L'artista sardo nella sua produzione affronta la condizione drammatica dell'uomo contemporaneo, conseguenza della guerra e delle significative trasformazioni che si verificano a cavallo tra Ottocento e Novecento, di cui anche la cultura risente. Il suo linguaggio non è pretenzioso, le forme sono sintetiche, i colori scuri, plumbei, mai smaltati o vivaci. Ciò nonostante c'è sempre qualcosa di possente, di energico, le forme non sono più frantumate come accade con il Cubismo, non più piegate alla molteplicità dei punti di vista, perché Sironi cerca di ricomporle e di renderle piene; questa potenza volumetrica è presente sia nelle opere monumentali, sia nelle opere di piccolo formato dell'ultima attività; nella rappresentazione delle periferie i grandi palazzi e le grandi costruzioni sono frutto di una "volontà costruttiva", tracce di certezze che sopravvivono in un'epoca in cui tutto ciò che prima era dogma è messo radicalmente in discussione.

Nell'immagine: Paesaggio urbano con camion Mario Sironi 1921

ORARI: La mostra tutti i giorni: dalle ore 10.00 alle 13.00 e dalle ore 16.00 alle 20.00. Sabato, Domenica e festivi: dalle 10.00 alle 13.00 e dalle 16.00 alle 21.00. Costo biglietto: Ridotto: € 5. Per gruppi superiori a 15 persone: € 3. Per gruppi scolastici: € 2.

a cura di Emanuela Ingenito