Vetrine è il titolo della nuova mostra, curata da Achille Bonito Oliva e organizzata da "Spirale d'idee" in collaborazione con l'assessorato alla Cultura e al Turismo del Comune di Napoli, che dal 18 Aprile al 20 Luglio 2014 è possibile visitare al PAN, Palazzo delle Arti di Napoli; Andy Warhol, il più importante esponente della Pop Art americana, ne è il protagonista. In mostra sono presenti 150 opere che ripercorrono tutta la sua carriera, dai disegni su carta della serie Golden Shoes degli anni '50, quando era grafico pubblicitario e vetrinista per alcuni negozi (da qui il titolo dell'esposizione), alla serie dedicata a Marilyn del 1967, a quella del 1985 con la scritta Marilyn this is not by me ("questa non è mia") fino alla serie Ladies and Gentlemen, realizzata con l'uso della polaroid, e alle serigrafie delle Campbell's soup e dei Camouflage.
Tuttavia si è voluto porre all'attenzione del pubblico un periodo poco conosciuto della vita e produzione dell'artista, quello napoletano: è intorno agli anni '70 del '900 che Warhol soggiornò nel capoluogo campano, incoraggiato dal suo amico ed estimatore Lucio Amelio, collezionista e gallerista napoletano.
Il rapporto di Warhol con Napoli è ambiguo. In un'intervista del 1 Aprile del 1980 per il Mattino l'artista affermò: "Amo Napoli perché mi ricorda New York, specialmente per i tanti travestiti e per i rifiuti per strada. Come New York è una città che cade a pezzi, e nonostante tutto la gente è felice come a New York"; una testimonianza diversa è stata fornita da Ernesto Esposito, designer di calzature haute couture affermato a livello internazionale, amico di Warhol, ma anche soggetto di alcuni suoi ritratti, secondo il quale all'artista non sarebbe mai piaciuta Napoli perché "caotica, grottesca".
Fatto sta che Warhol nella città maturò confronti artistici fondamentali con la Transavanguardia, con Joseph Beuys, che era ai suoi antipodi per quanto riguarda la concezione dell'arte, e vi lavorò intensamente. Partecipò alla mostra dedicata alle fotografie del tedesco Wilhelm von Gloede, organizzata da Lucio Amelio che aveva acquistato quell'archivio fotografico, intervenendo su esse insieme a Beuys: ricalcando i contorni dei nudi fotografati, realizzò dei disegni a matita, presenti nell'esposizione "Vetrine" insieme alla serie Napolaroid, ventidue vedute di Napoli realizzate con la polaroid. Non mancano i ritratti di quei personaggi noti della città che l'artista ebbe modo di conoscere, tra cui i già citati Ernesto Esposito e Beuys, Graziella Lonardi Buontempo e altri.
Nel 1980 ci fu il terremoto in Irpinia, un evento doloroso per la Campania e la Basilicata, che sconvolse anche Warhol, il quale realizzò per Lucio Amelio il suo più grande headline work (opera titolo), Fate presto, che riprende la prima pagina del Mattino del 23 Novembre di quell'anno e rende più incisivi ed evidenti il dramma e l'urgenza di interventi. Fu la percezione della catastrofe naturale come tangibile, reale ad ispirargli la serie Vesuvius, con il soggetto del vulcano riprodotto ossessivamente e con colori accesi e violenti e rappresentato proprio nel momento dell'eruzione.
ORARI: tutti i giorni (escluso il martedì) dalle ore 9.30 alle ore 19.30, la domenica dalle ore 9.30 alle 14.30. Prezzi biglietto: 8 euro Intero; 6 euro Ridotto (Over 60-forze dell'ordine non in servizio, tesserati Arci, insegnanti); 5 euro Studenti Universitari; 4 euro Ragazzi dai 6 anni compiuti ai 17 compiuti / Invalidi; 17 euro Biglietto Famiglia (2 adulti, 2 ragazzi). Omaggio: Accompagnatori Invalido, Giornalista con Tesserino, Forze dell'ordine in servizio, bambini fino a 5 anni. Gruppi Scuole: 4 euro + prevendita (prenotazione tramite call-center). Gruppi Adulti: 6 euro + prevendita (prenotazione tramite call-center). Contatti e informazioni: midaticket.it : 0813630018 | mostrawarholnapoli.it | info@mostrawarholnapoli.it




