Il termine gioielleria ha un significato più ampio dell'oreficeria, che è legata per lo più alla lavorazione dell'oro, ma talvolta i due termini sono usati come sinonimi. La gioielleria consiste nella lavorazione di metalli preziosi come oro, argento, platino o palladio per la realizzazione di gioielli, solitamente di grande pregio e molto costosi perché impreziositi con pietre preziose, quali diamanti, rubini, zaffiri, ecc. Per quanto concerne l'etimologia di questo termine, possiamo dire che la critica si è divisa tra i vari termini latini: guadia, ovvero gioia, nel senso di cosa preziosa oppure jocale, parola generica che significa appunto monile, gemma, anello e altre cose preziose.
Per la realizzazione di un oggetto di oreficeria, invece, viene utilizzato semplicemente dell'oro. La lavorazione dell'oro, che fu uno dei primi metalli ad essere utilizzato per le doti di indistruttibilità e malleabilità, consiste nella fusione di monili, che vengono ottenuti tramite mediante varie tecniche, come il cesello, lo stampo, a sbalzo, a filigrana, ecc.
Tutto ciò che non rientra in queste due categorie si definisce monile o bigiotteria (anche gli oggetti da indosso in argento).




