È risaputo che la Dea Venere ha dimorato nel golfo di Napoli fin dalla notte dei tempi mitici. L'eroe omerico Ulisse conscio del grande fascino che esercitavano le sirene prende delle precauzioni "razionali" quando si trova a dover attraversare le acque partenopee. Addirittura una delle sirene, Partenope, delusa dalla resistenza di Odisseo alla sua bellezza, si suicida sul litorale di via Caracciolo, da qui il nome della città.
La bellezza nella storia della letteratura è presente in tempi più recenti, Foscolo la cita come una delle illusioni in grado di consolare le "brutture" della vita dell'uomo, (cfr. Odi a Luigia Pallavicini caduta da Cavallo; All'amica risanata e il Poemetto Le Grazie).
Se attuassimo un volo pindarico spostandoci nel terzo millennio, ci accorgiamo che l'idioma bellezza affonda le sue radici nel passato ma ha preso altri connotati basandosi soprattutto sui prototipi effimeri che ci offrono i media. C'è ragion sufficiente per credere o meglio optare per il "comandamento" romano "mente sana in corpo sano" ed il riferimento non sarebbe casuale dato che nel mondo occidentale scorre sangue latino. L'equilibrio di cui parlavano i latini è più che mai attuale. Un corpo sano, nella nostra società moderna è sinonimo di bellezza. Essa però si è evoluta, nel senso che non fa leva più solamente sulla generosità della Natura, a volte Madre, altre Matrigna, ma si avvale di quella che sempre di più si stà affermando come scienza: l'Estetica.
L'importanza di questa disciplina nasce dal riconoscimento, se si preferisce dal postulato, che non è bello ciò che è bello ma ciò che piace. Ebbene per invalidare questo assunto, senza ledere il senso comune, il campo estetico, negli ultimi decenni, si è profuso per dare a chiunque lo voglia il senso della bellezza interiore ed esteriore, correggendo imperfezioni o difetti fisici che spesse volte portano la persona a viverli come complessi.
Ecco riuscita la cesura o l'antitesa fra bellezza interiore ed esteriore, l'una e l'altra sono la faccia della stessa medaglia, contribuiscono entrambe al benessere dell'essere umano. Nel suddetto campo oggi troviamo personale sempre più qualificato, che ha frequentato una scuola ed è in possesso quindi di un titolo qualificante. Non è un iperbole affermare che le scuole professionali per Estetiste sono l'orgoglio di un paese democratico attento ad un'offerta formativa giovanile che incide in maniera rilevante sull'asse occupazionale.
Lucrezia Trovato




