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Cultura

Osserviamo il cielo

di Redazione · settembre 2004

Osserviamo il cielo

L'uomo è stato sempre profondamente affascinato dallo spettacolo celeste. Una tale grandiosità è risultata sempre inspiegabile e coinvolgente allo stesso tempo, tanto da ricollegarla a qualcosa di sovraumano, divino. Perciò gli antichi congiunsero le stelle più luminose con linee immaginarie e costruirono figure che ritraevano i personaggi della mitologia: nacquero così le costellazioni.

La costellazione più nota è l'Orsa Maggiore. Spesso è anche indicata come Gran Carro, anche se questo nome identifica solo la sua porzione maggiormente visibile. Guardando l'immagine capirete subito perché gli è stato attribuito tale nome.

Il Gran Carro è facilmente individuabile a Nord-Nord-Ovest (nei pressi del Vesuvio), osservando intorno alle 21:00.

Dopo una panoramica generale, puntiamo il nostro binocolo 7x50 su Mizar (vedi figura). Scorgerete, vicinissima ad essa, una stella meno luminosa: Alcor. Questi due astri ruotano l'uno intorno all'altro in tempi lunghissimi: affinché uno dei due compia un giro completo intorno all'altro, sono necessari più di un milione di anni! Oggetti di questo tipo sono detti "stelle doppie".

Una curiosità: se riuscite a vedere Alcor ad occhio nudo potete vantare una vista perfetta!

Se prolunghiamo la congiungente tra le stelle a e b per circa tre volte la distanza tra queste ultime due, rintracceremo la stella Polare. Prima dell'avvento della bussola essa era usata dai naviganti per orientarsi, poiché in qualsiasi stagione indica approssimativamente il Nord celeste. Anch'essa è una stella doppia, ma in tal caso la sua duplicità non è visibile al binocolo.

La Polare è la stella principale di un'altra costellazione: l'Orsa Minore detta anche, a sua volta, Piccolo Carro.

Emma Ruocco