Le olimpiadi nascono nel mondo greco e, la loro storia ci è narrata in larga misura dalle due opere ascrivibili ad Omero: L'Iliade e L'Odissea nelle quali si raccontano le vicende legate alla città di Troia, colonia greca. Quattro erano i giochi grandi che si svolgevano. Erano riservati ai cittadini di cultura greca. I quattro giochi grandi erano distinti in: OLIMPICI (dedicati a Zeus/Giove); PITICI o DELFICI (dedicati ad Apollo); NEMEI (dedicati a Zeus/Giove); ISTMICI (dedicati a Poseidone/Nettuno). L'essere dedicati ad un Dio era tra le caratteristiche di questi giochi. La loro importanza era tale che gli anni cominciarono a contarsi a partire dalle Olimpiadi. In questo modo il 776 a.c. era chiamato il 1° anno dei primi giochi olimpici; il 775 a.c. 2° anno dopo i primi giochi olimpici; 774 a.c. 3° anno dopo i primi giochi olimpici; 773 a.c. 4° anno dopo i primi giochi olimpici; 772 a.c. 1° anno dei secondi giochi olimpici e così via.
Il premio per questi giochi era solo simbolico, costituito da un ramoscello intrecciato a mo di corona, con il quale si cingeva il vincitore. Ma la vittoria aveva un enorme valore per l'atleta che, tornato a casa, era trattato da eroe e poteva rivestire importanti cariche nella vita sociale della città Stato di appartenenza. Per comprendere l'importanza attribuita a ciò, basti pensare che, in occasione dei giochi, erano sospese anche le guerre con la cosiddetta "Tregua Sacra".
I giochi si succedettero regolarmente sino al 200 a.c., successivamente si svolsero in maniera meno rigorosa sino alla loro definitiva sospensione nel 393 d.c. A decretarne la fine fu un editto dell'allora imperatore Teodosio, sotto l'influenza del vescovo di Milano Ambrogio (S. Ambrogio), essendo ormai la Grecia sotto la dominazione romana. I motivi della loro cessazione sono da ricercarsi nel fatto che rappresentavano riti pagani, quindi in contrasto con la religione Cattolica.
La ripresa dei giochi fu merito del barone Pierre de Coubertin, grande appassionato di sport che, con la sua perseveranza, ed investendo buona parte dei suoi capitali, riuscì nell'impresa di far risorgere il mito delle olimpiadi nel 1892.
La bandiera del Comitato internazionale olimpico ideata proprio da Pierre de Coubertin (cui si deve anche la celebre frase "l'importante è partecipare…"), simboleggia lo spirito di fratellanza che deve necessariamente caratterizzare una manifestazione di questo genere.
Questo è formato da cinque anelli incatenati l'uno con l'altro a dimostrare appunto la stretta correlazione tra continenti che, volenti o nolenti, coesistono in un unico pianeta.
Ognuno dei cerchi ne rappresenta uno differente: il blu è l'Oceania, il nero per l'Africa (che non per niente è detto "il continente nero"), il rosso per le Americhe, il verde per l'Europa e il giallo per l'Asia (forse per il colore della pelle della maggior parte dei suoi abitanti).
Erminio Ricciardi




