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Cucina

La verticale di Serpico Feudi di San Gregorio

di Redazione · settembre 2008

Questo mese prendiamo in esame uno dei vini campani più rappresentativi, il Serpico dei Feudi di San Gregorio, pluripremiato, e prodotto con Aglianico in purezza da vite centenaria proveniente dalle zone di Taurasi. L'invecchiamento è di 20 mesi in barriques di rovere francese. Analizzeremo questo fine tramite una verticale, consistente nel degustare parallelamente lo stesso vino di annate diverse, allo scopo di studiarne l'evoluzione nel tempo e l'influenza dell'annata.

Annata 2005: Quest'anno è stato caratterizzato da una primavera nella norma, estate calda nei mesi di giugno e luglio e si è conclusa con abbastanza pioggia nei mesi di settembre ed ottobre cosa che ha portato la vendemmia nella seconda decade di ottobre. L'esame visivo da un colore rosso rubino carico impenetrabile con unghia violacea a testimoniare la giovane età (il vino è stato imbottigliato da 2 mesi) e si presenta consistente con lacrime lente che segnalano una buona presenza di glicerina. Al naso si scorge una frutta rossa giovane intensa con fragranze dolci date dal legno, si presenta persistente con finale di spezie. In bocca si riflette l'esame olfattivo, con acidità e tannino coperti dall'effetto della glicerina e legno invadente. Si conclude che il vino è ancora scomposto, non presenta le sue caratteristiche tipiche data la giovane età. Da far maturare.

Annata 2004: Quest'anno è stato particolarmente buono in quanto caratterizzato da una primavera nella norma, estate fresca e autunno piovoso come il 2005 che ha portato le uve ad un giusto equilibrio tra maturazione fenolica e concentrazione di zuccheri. L'esame visivo da un colore rubino carico, concentrato da far passare poca luce, con unghia tendente non al granato ma ad un rubino scarico. Ancora consistente con lacrime che scorrono lente. Al naso si presenta abbastanza intenso, persistente, fine con note floreali rosse e fresche, frutta rossa abbastanza matura ed una spiccata balsamicità di mentolo e talco. In bocca spicca l'acidità non più coperta dai policalcoli che risultano equilibrati, è caldo, è tannico, ma con un tannino non allappante, di grana fitta ed addirittura di sapore gradevole. Un vino sicuramente di corpo, equilibrato specchio di una grande annata, risulta pronto o abbastanza maturo ma che potrà esprimersi al suo meglio tra qualche anno.

Annata 2003: Annata da tutti ricordata per l'incessante caldo torrido da maggio a fine settembre che ha portato le uve a grandi concentrazioni di zucchero, ma scarsa maturazione fenolica. L'analisi visiva da un vino di un rubino scarico tendente al granato, scarsa vivacità di colore, con l'impressione di un vino per così dire stressato, poco consistente e specchio del caldo subito dalle uve. Al naso si presente abbastanza intenso, abbastanza persistente ed abbastanza fine con prevalenza di fragola intensa e profumi terziari quali confettura, sottobosco, pelle di animale. In bocca inizialmente si presenta rotondo, secco, caldo (elevato grado alcolico data la stagione), non troppo tannico ma di tannino non elegante e restando in bocca non convince per il tono disidratato ed il finale eccessivamente sapido quasi definibile salmastro. Sicuramente un vino dalle buone caratteristiche, maturo, ma non eccessivamente armomico e di non lunghe prospettive. Vittima di un'annata non favorevole.

Annata 2002: Non commercializzata causa l'elevata piovosità della stagione che ha determinato una qualità delle uve non adatte al profilo qualitativo del vino.

Annata 2001: La primavera 2001 inizia in maniera molto rigida e con una gelata nella settimana di Pasqua. Da li in poi prosegue un'estate fresca con grandi escursioni termiche finendo con settembre ed ottobre dalle piogge lievi e clima ideale. All'esame visivo si presenta rubino ancora carico, con unghia non ancora tendente al granato, ottima vivacità di colore e abbastanza consistente. Si premette per un grande vino. Al naso inizialmente sembra chiuso, ma facendolo rimanere nel bicchiere e ruotandolo un po', emerge abbastanza intenso e abbastanza persistente ma con una grande complessità. Si avvertono frutta rossa matura, foglie di mirto, confettura, cacao, minerale, sottobosco, terra bagnata. In bocca entra secco, caldo, abbastanza morbido, ancora una buona acidità, con tannini fitti ed eleganti e buona sapidità. Sicuramente di corpo, equilibrato, fine ed elegante, maturo ma che può dare ancora di più tra qualche anno.

Annata 2000: Anno caldo, non torrido come il 2003, ma molto intenso e con piogge abbondanti tra agosto e settembre. All'esame visivo si presenta con colore rubino scarico tendente al granato, con scarsa vivacità di colore, poco consistente. Al naso ha un impatto abbastanza intenso, abbastanza persistente ed elegante con frutta rossa matura e prevalenza di terziario quali cuoio, chiodi di garofano. In bocca si presenta secco, abbastanza caldo e poco morbido, poca acidità, abbastanza sapido e con tannini abbastanza evidente ma mon di buona qualità. Un vino sicuramente non troppo equilibrato, più fine al naso che alla bocca, maturo ma non con lunghe prospettive di invecchiamento.

Annata 1999: Annata che si svolse con le stesse caratteristiche climatiche del 2001 e quindi con la prerogativa di dare grandi vini. All'esame visivo si presenta con colore granato di buona vivacità, con unghia granato scarico ma non ancora aranciata. Abbastanza consistente. Al naso è abbastanza intenso e abbastanza persistente, complesso e fine con sentori di frutta nera, cuoio, tostati, note balsamiche di mentolo e minerali con sentori di mare. In bocca è secco, abbastanza caldo e abbastanza morbido, poco acido, abbastanza sapido e con tannino equilibrato ed elegante, persistente con sentori accentuati di frutta rossa con finale morbido e piacevole. Sicuramente anche da meditazione. Il vino è di corpo, fine, elegante, armonioso, sicuramente il più maturo tra i sei.

CONCLUSIONI: Il 2005 ha un naso elegantissimo, molto femminile, ma è un espressione troppo giovane di un grande vino, tenendo conto che anche le annate migliori ai primi assaggi avevano le stesse caratteristiche. Il 2004 è elegante ma deve finire di sviluppare le sue caratteristiche con l'invecchiamento. Il 2003 e 2000 sono ad alti livelli, ma figli di annate non favorevoli che li fa presentare scomposti e non eleganti (soprattutto in bocca). Il 2001 e il 1999 sono i più equilibrati ed eleganti, fini, complessi, grandi vini. IL 1999 lascia all'occhio memorie di grandi piemontesi, è quello che si esprime al meglio, ma probabilmente il più affascinante è il 2001, che ha la stessa perfezione del 1999, ma nel bicchiere si presenta con le stesse caratteristiche di colore del 2004, sinonomo di un vino ancora giovane, di potenziale alto, che reggerà meglio l'invecchiamento degli altri ed esprimerà le sue caratteristiche eccelse per anni.