Cantine Podere del Tirone che ho visitato la settimana scorsa, è situata a Trecase, piccolo borgo del parco nazionale del Vesuvio. Nasce come cantina turistica, che attraverso la produzione di vini di qualità punta a promuovere il proprio territorio di origine. L'azienda produce: Lacryma Christi doc, rosso e bianco, Vesuvio doc, Taurasi docg, Aglianico Campania Igt e falanghina. La produzione di "Cantine Podere del Tirone" vanta una lunga tradizione, grazie alla passione di Santolo Acunzo, che nei primi anni '30 dimostrò grande intraprendenza, rivoluzionando la propria vita e far fronte alla grave situazione economica dell'Italia dell'epoca (scarsa industrializzazione, troppe ore di lavoro e reddito medio basso), dedicandosi all'amore per la terra. Un amore coltivato sulle pendici del Vesuvio, puntando a creare un prodotto unico, in termini di qualità delle viti, sperimentando nuove tecniche di coltivazione e individuando le caratteristiche peculiari della terra vulcanica. Del resto la composizione del terreno è molto importante per la coltivazione della vite: percentuale di sabbia, argilla, limo; l'acidità, contenuto di calcare, azoto, fosforo e potassio. Sono tutti elementi determinanti per la scelta del terreno adatto per l'impianto di un vigneto. Dati su cui il giovane Santolo avviò lunghe ricerche, da cui è nata anche la scelta di coltivare la vite sulla parte più alta del Comune di Trecase (Napoli), sfruttando la maggiore escursione termica. Decisione che ha portato nel tempo "Cantine Podere del Tirone" a fare continui investimenti e ampliare le proprie aree di coltivazione, con terreni sulle colline del Vesuvio a 350 metri di altezza. "Il vino è insieme prodotto della terra e della mente dell'uomo" è una frase ritrovata in alcuni scritti del 1300, che Santolo Acunzo amava ripetere ai nipoti, ottenendo grandi risultati. Infatti negli anni ciò che ha fatto tradizione e storia nella famiglia Acunzo, rifacendosi al grande lavoro dei maestri vinai, è stato abbinato al confronto con altre metodologie di produzione, grazie a Sandro (nipote di Santolo), che dopo aver approfondito per 7 anni la conoscenza delle grandi aziende del settore presenti in Piemonte, ha deciso di continuare il percorso del nonno, unendo radici storiche a nuove tecnologie e metodi di produzione. Punto di forza della società è il lavoro di promozione territoriale avviato dal patron della cantina, Sandro Acunzo con la giornalista Luisa Del Sorbo, che con lo staff della rivista "Gusto Mediterraneo" cura comunicazione ed eventi per la cantina turistica. Tra le iniziative avviate, da rilevare "Primavera dei Vini" dello scorso anno, avviando gemellaggi con chef importanti del Golfo di Napoli, ai livelli di Gennaro Esposito di "La Torre del Saracino", con l'obiettivo di abbinare la degustazione di vini di qualità a pietanze uniche e per palati sopraffini. Il vino in esame è ottenuto da piedirosso in purezza. Si presenta di colore rosso rubino carico con profumo intenso, fine, di fruttato (frutta rossa matura), salvia ed una spiccata vinosità caratteristica dell'uva e della giovane età. In bocca è intenso, deciso, secco e abbastanza sapido, di buona spalla acida ed abbastanza equilibrato. In abbinamento ad arrosti semplici, salumi e formaggi nostrani, piatti di pesce più complessi. Di ottimo rapporto qualità/prezzo. Ringrazio affettuosamente la giornalista Luisa del Sorbo per la collaborazione e la visita in cantina.
Alessandro Russo - Ristorante "Le Tre Arcate"



