L'azienda Terre di Sylva Mala nasce nel 1999, a Boscotrecase, all'interno appunto del Parco Nazionale del Vesuvio. L'azienda è stata creata dal sogno del dottor Francesco Siglioccolo di regalare alle proprie figlie, Miriam e Kira, un piccolo paradiso al centro del Golfo, tra Vesuvio e mare, dove coltivare l'amore per il territorio di origine. Si avvia così un percorso unico, partendo dalla storia e le origini di quest'area, nel medioevo definita Sylva Mala, per il verdeggiare selvatico sviluppatosi sulle pendici del vulcano dormiente, dopo l'eruzione del 79 d. C.
Terre di Sylva Mala punta la propria produzione su tradizione e vocazione vitivinicola, abilitati alla Doc, le due sorelle Siglioccolo hanno preferito negli ultimi dieci anni specializzarsi innanzitutto nella produzione dei Pompeiani Igt, arrivando al top della produzione con i vitigni autoctoni: Coda di Volpe e Piedirosso. Poi un rosso e un bianco dedicati alla storia e all'archeologia. Fauno rosso e Fauno bianco sono infatti i nomi scelti per questi due vini igt, per ricordare l'immagine storica che contraddistingue gli scavi di Pompei.
Storia e tradizione che l'azienda ha negli anni portato avanti anche attraverso la ricerca, collaborazione con la Soprintendenza archeologica di Pompei ed il centro Historia Plantarum per approfondire le ricerche sui vitigni autoctoni del Vesuvio, in particolar modo il piedirosso, ed il loro utilizzo da parte degli antichi romani. Arrivano negli ultimi anni a produrre profumi medicamentosi di proprietà della Soprintendenza archeologica di Pompei ed in vendita all'interno degli scavi archeologici.
Con la prossima annata Terre di Sylva Mala si presenta con una grande novità, l'immissione sul mercato dei primi Lacryma Christi doc del Vesuvio, rosso e bianco, che si presenteranno con un'immagine unica e particolare su cui sta lavorando la società 30 Nodi s.r.l., specializzata appunto in editoria, pubblicità e comunicazione.
Ma Terre di Sylva Mala non è solo vitivinicoltura, ma è anche specializzata nella ricettività enoturistica, con escursioni a piedi, a cavallo o in jeep tra gli otto ettari di vigneti di sua proprietà e lungo le pendici del parco nazionale del Vesuvio.
Ai pranzi gustosi, con prodotti tipici locali, cucinati dalla giovane chef di casa, Kira Siglioccolo, anche amministratrice dell'azienda e corsista sommelier. Il tutto godendo dello splendido panorama di mare e monti, garantiti dalla collocazione dell'azienda, al confine tra Terzigno, Boscotrecase e Pompei. E per chi dalla montagna intende passare al mare, Terre di Sylva Mala ha a sua disposizione anche un'imbarcazione in legno, dove è possibile pernottare, mangiare a bordo e continuare le escursioni dalla montagna al Golfo, degustato via mare.
Il vino in esame deriva in purezza dall'antica varietà campana a bacca bianca "Cauda Vulpium", appunto per la sua caratteristica forma a "Coda di Volpe" che denomina anche lo stesso vino. Alla vista si presenta limpido, di colore giallo dorato, cristallino, di buona consistenza. Al naso spiccano profumi netti ed eleganti con sentori agrumati, frutta a polpa gialla quali pesca ed albicocca, piacevoli note di mandorla e di minerale. Al palato si presenta con buona concentrazione ed equilibrio tra struttura e acidità. Si ritrovano le note aromatiche agrumate e fruttate percepite all'olfatto. Finale lungo e persistente, di gusto morbido e vivace da abbinare a cucina di pesce non complessa, formaggi freschi nostrani, verdure grigliate.
Di sicuro una delle migliori interpretazioni di Coda di Volpe presenti sul mercato per tipicità ed esecuzione, figlia della pluriennale esperienza dell'enologo di casa Alessandro Mancini. Ottimo il rapporto qualità prezzo. Ringrazio la giornalista Luisa Del Sorbo per la sua inesauribile fonte di informazioni.
Alessandro Russo - Ristorante "Le Tre Arcate"




