Luglio 2026 · Anno XXIIIIl mensile gratuito della Penisola Sorrentina
Cucina

Morabianca 2008 Falanghina Irpinia doc Mastroberardino

di Redazione · settembre 2009

Morabianca 2008 Falanghina Irpinia doc Mastroberardino

Al primo assaggio si è confermato un vino lodevole non solo nel nome e nella veste grafica, ma soprattutto nel calice. Sensazioni positive confermate dall'amico Alessandro Marra, ormai da mesi partner in questa rubrica e che Vi propongo con orgoglio per la sua notevole conoscenza ed esperienza nel mondo del vino. Mi è sembrato giusto, quindi, riportarvi la sua bellissima scheda nella quale ho ritrovato le mie sensazioni. Buona lettura e alla prossima.

Alessandro Russo

Ci sono dei vini che non ti aspetti, anche se a produrli è una grande firma. Entrano in scena in punta di piedi e poi recitano con disinvoltura la loro parte, sfrontati, benché il palcoscenico sia calcato da etichette assai più famose. Magari non faranno incetta di statuette agli Oscar ma godranno certamente del favore del pubblico.

Così "Morabianca". È comparso nel mio calice come entrée in occasione della storica verticale di Taurasi all'Enoteca Ronchi di Milano, per la regia di Piero Mastroberardino (ve ne ho già parlato qui); a mezzanotte, dopo 5 Taurasi (la T maiuscola è d'obbligo…), era ancora lì, anzi diverso! Da non crederci! Con tanto di cappello per quelle inaspettate sensazioni di morbidezza di cui la "falanghina" è generalmente avara.

Risultato di un attento studio di zonazione viticola, l'ultimo cru in ordine di tempo della storica azienda di Atripalda è ottenuto da uve provenienti esclusivamente dai vigneti di Mirabella Eclano (al confine tra le province di Avellino e Benevento, non solo geograficamente) e riflette pienamente il terroir, dato dall'altitudine (circa 400 metri sul livello del mare), dalle escursioni termiche giornaliere e stagionali (più forti che nel Sannio), dalla natura dei terreni (franco-limosi, tufacei e ricchi di elementi minerali) e dall'esposizione dei vigneti (a sud-ovest). Il nome?! Lo stesso del bel ristorante della tenuta dei Mastroberardino dove sorge oggi anche il Mirabella Golf Club.

La vendemmia va in onda in differita, circa 15-20 giorni dopo che nel Beneventano; la resa si attesta tra i 70 e gli 80 quintali per ettaro. Le uve vengono elaborate secondo il classico sistema di vinificazione in bianco, in serbatoi d'acciaio, a temperatura controllata e con una breve permanenza sur lies. Prima della commercializzazione, il vino affina in bottiglia per circa 3-4 mesi.

Ritorno al bicchiere… Colore giallo paglierino scarico con riflessi verdognoli, vino cristallino e abbastanza consistente. Impatto olfattivo di buona intensità. Le eleganti percezioni iniziali, citrine e agrumate, virano gradualmente verso sfumature di frutta più carnosa e fiori: pesca e ananas, pera e banana non eccessivamente mature, ginestra e gelsomino. Vivace. I sentori minerali ed erbacei e la nota finale quasi burrosa (azzarderei…) conferiscono ulteriore complessità al tutto.

Esordisce con un sorso rotondo, immediatamente spazzato via da una grande freschezza. Secco e caldo; persistenza aromatica intensa giocata su ritorni di pera e frutta in genere. Nel complesso, un vino di buona struttura e di discreto equilibrio che lascia ragionevolmente prevedere un iter di completa maturazione con l'ulteriore permanenza in vetro.

Gradevole come aperitivo, può accompagnare degnamente piatti a base di pesce e carni bianche. Un prodotto versatile, con un prezzo ragionevole. Mica male, no?! Applausi. Prezzo in enoteca € 7/8.

Alessandro Marra