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Cucina

Le Alici di Menaica – Presidio Slow Food

di Redazione · marzo 2010

Le Alici di Menaica – Presidio Slow Food

Continuiamo il nostro cammino gastronomico attraverso i 5 Presidi Slow Food utilizzati al Ristorante Le Tre Arcate, lo scorso 15 ottobre 2009 in occasione dell'Alleanza tra Cuochi e Presidi. C'è un'antichissima tecnica di pesca, un tempo diffusa su tutte le coste del Mediterraneo, che sopravvive in pochi luoghi, in Italia. Uno di questi è il Cilento, in particolare a Marina di Pisciotta, un piccolo borgo sulla costa, a metà strada tra Velia e Capo Palinuro. Sopravvive grazie a un gruppo di pescatori – non più di sette, otto barche – che escono in mare la notte con barca e rete (entrambe si chiamano menaica o menaide, anticamente minaica). Le "alici di menaica" si pescano nelle giornate di mare calmo, tra aprile e luglio: si esce all'imbrunire e si stende la rete sbarrando il loro percorso al largo. La rete le seleziona in base alla dimensione, catturando le più grandi e lasciando passare le piccoline. Nervose e guizzanti, le alici, una volta intrappolate, perdono velocemente gran parte del loro sangue. Con la forza delle braccia si tira in barca la rete e, delicatamente, si estraggono dalle maglie, una a una, staccando la testa ed eliminando le interiora. Poi si sistemano in cassette di legno e – fatto molto importante – non si utilizzano né il ghiaccio né altri tipi di refrigerante per il trasporto. Le alici vanno lavorate immediatamente: prima si lavano in salamoia e poi si dispongono in vasetti di terracotta, alternate a strati di sale. Quindi inizia la stagionatura, che avviene nei cosiddetti magazzeni, locali freschi e umidi dove un tempo, prima che nascesse il porto, si ricoveravano anche le barche. Qui le alici devono maturare, ma senza asciugare troppo, almeno tre mesi. Le alici di menaica sotto sale si distinguono per la carne chiara che tende al rosa e per il profumo intenso e delicato, che le rende assolutamente uniche.

Si mangiano fresche o sotto sale, crude o cotte. Molte ricette sono semplicissime, come l'insalata di alici crude, appena sbiancate dal limone e condite con olio, aglio e prezzemolo, o il sugo di alici, ottimo sugli spaghetti e velocissimo: basta friggere le alici con un po' di olio, pomodorini, aglio e peperoncino. Più complesse, ma sempre basate su pochi ingredienti: le inchiappate (alici aperte, farcite con formaggio caprino, uova, aglio e prezzemolo, infarinate, fritte e cotte nella salsa di pomodoro), le ammollicate (alici spaccate, condite con mollica di pane, aglio, olio e prezzemolo), il cauraro è a base di patate, fave, alici e finocchietto selvatico.

Alessandro Russo

Area di produzione: Comuni di Pisciotta e Pollica (provincia di Salerno). Stagionalità: Le alici sono pescate nel periodo primaverile-estivo, dal mese di marzo fino ad agosto Uno dei produttori di queste splendide alici è Donatella Marino, titolare del Ristorante "La Tartana" a Marina di Pisciotta, alla quale ci siamo rivolti per la fornitura. Per l'occasione il piatto realizzato dal nostro Chef Salvatore Accietto è stata una Crema di Cavoli con Alici di Menaica, piatto fortemente tradizionale e di territorio, al quale consiglio di abbinare Bacalat Solopaca Doc 2008 di Antica Masseria Venditti (Bn).