La traduzione letterale può essere sintetizzata in “Abbiamo perduto Filippo e la cesta”. Con questa espressione, i napoletani indicano una situazione di incertezza in cui, il troppo indugio, comporta una perdita di entrambe le scelte a disposizione comportando così, oltre al danno, la beffa. Pare che l’espressione risalga ad un’antica farsa pulcinellesca di Antonio Petito nella quale, un nobile di nome Pancrazio affida una cesta piena di cibo al suo servo Filippo, e si dirige verso casa aspettando l’arrivo del domestico. Ma Filippo una volta in possesso della prelibata cesta se ne va a spasso per la città divorando tutte le prelibatezze contenute nella sporta. Intimorito dalle possibili reazioni del padrone, il servo si da alla fuga, lasciando il padrone tradito nel dispiacere di aver perso il servo e l’intera cesta di cibo.




